Pochi giorni fa scoppiava il caso “Losvizzero”, storia di censura all’italiana che colpiva l’artista romano, in occasione della collettiva presso l’Accademia di Romania, a causa di una performance ritenuta “sconcia”: Caronte, figura eterea di donna-coniglio, interamente svestita e col corpo di bianco dipinto, compiva un percorso simbolico dalla Gnam fino alla sede espositiva, evocando passaggi rituali dal regno dei morti a quello dei vivi. Nudità non gradita e mostra smantellata, con gi altri 26 artisti rimasti con un palmo di naso.
Oggi, un’altra collettiva arriva in supporto di quella annullata. Solidarietà degli artisti verso il collega e verso l’evento, boicottati in nome di un qualche principio di misura e di pudore. Negli spazi di Visiva, il 7 dicembre si inaugura così Censured, evento messo in piedi in un battibaleno, in forma di protesta e di supporto: “una mostra per raccogliere diverse esperienze e decifrare la stessa indignazione, oggi come ieri, di chi vuole, nell’atto fondamentale della creazione, sentirsi libero di dire la propria verità”. Statement eloquente, che tiene insieme i 24 artisti coinvolti, tutti in passato vittime di azioni censorie a causa di qualche opera “scomoda”, politicamente scorretta o non conforme al comune senso del pudore: da Lapo Simeoni a Royal Art Lodge, da Davide Dormino a Carlo De Meo, da Barbara Salvucci a Philip Buzz, fino allo stesso Franco Losvizzero.

E il link con l’episodio dell’Accademia di Romania non è solo un fatto ideale, evocato nel tema e del concetto. In barba a chi aveva voluto inibire l’azione della candida perfomer, nel corso della mostra viene proiettato il video che documenta l’evento della discordia. Nella penombra delle austere sale, la virginale sacerdotessa Bianconiglio compie il suo cammino solenne, risvegliando le anime sepolte dentro spazi freddi e muti come i musei-catacombe: Caronte traghetta il pubblico verso una rinascita di fiaba, fermandosi, al termine del viaggio, di fronte a una scultura meccanica. E ha subito inizio una cavalcata lenta, come un’apparizione onirica in cui si intrecciano l’immagine straniata, la gestualità enfatica, l’ibridazione tra il corpo nudo, l’inquietante maschera e lo strano oggetto semovente, dalle forme equine.
Tutto qui. Nulla di dissacrante, di erotico, tantomeno di sconcio. E di performer senza veli, da oltre un cinquantennio a questa parte, ne abbiamo visti e digeriti parecchi. Certi imbarazzi da censori dell’arte e della ricerca creativa dovrebbero essere già belli che sepolti.
Eppure, sotiene qualcuno, le regole sono regole. Perchè imporre a tutti a costi un’opera che l’istituzione ospitante non aveva giudicato come consona al pubblico e allo spazio? Perchè non coprire con un pudico panno la pulzella? Per ottenere un po’ di visibilità, sentenziano i criticoni; per sconfiggere il perbenismo censorio, urlano gli idealisti. E intanto, da Visiva, gli artisti fanno quadrato intorno a Losvizzero. E tra le opere in mostra c’è anche questo film. Che noi vi mostiamo in una versione ridotta, nel giorno dell’inaugurazione. Senza censure.

Helga Marsala

“Censured”
Visiva, Via Assisi, 117 – Roma
opening:  7 Dicembre 2013, ore 18
fino al 6 gennaio 2014
www.visiva.info

 

 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.

29 COMMENTS

    • … non sai leggere? E’ Losvizzero!
      E sono uno diverso dall’altro. Tutti bravi, per carità, però ci vuole un po’ più di sforzo per approfondire le diversissime poetiche cara Irma. Consiglio la mostra, aperta solo fino all’11 dicembre. ;-)

        • Tranquilla Irma. A tutto c’è una soluzione. Si chiama “cultura”, “informazione”, “ricerca” serve uno sforzo e serve voglia di capire. Per questo si fanno le mostre. E per questo si vanno a vedere. Dai che ce la puoi fare! Un passetto alla volta.. ;-)

  1. Mostra bella e pulita! Tanta, tanta gente. La consiglio a tutti. La più bella risposta a qualunque possibile e impossibile censura. Andatela a vedere perché non se ne vedono tante di mostre come questa.
    Il video è parecchio più lungo di questo riportato ed è “stupendo”!
    Bravi tutti!

  2. La migliore risposta che si poteva dare. Poche parole e molti fatti. Ora mi dovete spiegare come si fa a censurare una cosa tanto bella come questa? E’ magica … E la mostra, per chi non c’è stato, è notevole. Insomma io do 10 e +.

  3. La qualità di questa performance è sopratutto dovuta alla bravura di Valentina Beotti, che ha saputo sublimare la sensualità del proprio corpo statuario, per esprimere con molta sensibilità e naturalezza, un’idea ed un progetto che evocano una dimensione astratta e spirituale.
    In Oriente esistono situazioni, dove l’energia sessuale è sublimata per un ideale spirituale, che vengono chiamate pratiche tantriche, e questa performance non si discosta molto da esse.

    • Sono d’accordo. La performance non aveva nulla di volgare ne di censurabile. Per fortuna che ne la performer ne l’artista si sono fatti intimidire!

  4. Complimenti all’organizzazione finalmente una collettiva che si basa sul talento e che riunisce artisti che hanno davvero qualcosa da dire.
    Mi sarebbe piaciuto esserci alla Galleria Nazionale chissà le facce dei custodi!

  5. Non ero d’accordo con lo svizzero ma il video e l’operazione-mostra mi hanno fatto ricredere. Lo ammetto mi piace molto la sua poetica e le sue meccanosculture. L’arte che non disubbidisce mi rimane indigesta.

  6. Bel video ma oggi vado avvedere il finissage e vediamo se c’è sostanza o è solo un trovata pubblicitaria.

  7. La censura è una cosa sbagliata ma in alcuni casi è giusta. Se penso a Serrano, Franko B, Peter Witkin … mi viene il vomito. Non perchè non siano bravi ma perché è una violenza che solo alcuni possono sopportare. Questo Losvizzero è all’acqua di rose. Come si fa a censurarlo? Intendiamoci non mi dispiace ma violenza meno di zero.. Per fortuna. :-)

  8. La censura è sempre un errore! Chi si esprime si prende anche la responsabilità di ciò che fa. Se non piace, se è scandaloso, se fa schifo…sempre il suo nome è in discussione. L’arte censurata è una contraddizione in termini. Perchè una significa “libertà” l’altra “controllo”.

  9. Odio tutto ciò che mi ricorda una qualche forma di repressione. Bene questa mostra che finalmente prende posizione contro. Contro la censurabilità annessa, connessa, promessa, dismessa… la messa etc etc… vengo

  10. Devo fare i miei più vivi complimenti a Franco Losvizzero che ha trasformato un becero atto di censura in una atto (espositivo) coraggioso e sano per la cultura stessa. Domani verrò senz’altro al finissage.

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