Spazi fisici e metaforici. Renato Ranaldi a Firenze

Galleria Il Ponte, Firenze – fino al 30 dicembre 2016. Una piccola mostra che riassume le fasi principali della carriera dell’artista, dagli Anni Settanta al Duemila. Fra tecnica e ironia.

Renato Ranaldi, Sulla comunicazione incerta, 1973
Renato Ranaldi, Sulla comunicazione incerta, 1973

Renato Ranaldi (Firenze, 1941) è artista indagatore del rapporto spazio/opera d’arte. Se la serie Angolari è una sorta di scenografia che guarda alla precarietà dell’esistenza (ponti sospesi, altalene), Contenzioso (sua evoluzione spaziale) si presenta come l’ennesimo sberleffo al concetto di opera d’arte: a unire due tele bianche, un’untuosa “cerniera” di colori a olio, imprevisto e conflittuale punto di contatto, metafora di una civiltà problematica addolcita dall’arte.
In mezzo, lo spazio mentale degli Scioperii, una personale flânerie artistica lungo la china d’inesplorati sentieri: sensazioni, inattese connessioni fra emozioni, ricordi e pensieri, tradotte su carta, simili alle grottesche cinquecentesche e ai pensieri in libertà di Landolfi, e che, come la shelleyana cupola multicolore della vita, macchiano il bianco splendore dell’eternità. A ricordarci che l’arte può essere anche pensosa ironia.

Niccolò Lucarelli

Firenze // fino al 30 dicembre 2016
Renato Ranaldi
a cura di Bruno Corà
IL PONTE
Via Di Mezzo 42b
055 240617
[email protected]
www.galleriailponte.com

MORE INFO:
www.artribune.com/dettaglio/evento/57711/renato-ranaldi/

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.