Artisti in prigione. Dove fu rinchiuso Oscar Wilde

Reading Prison – fino al 4 dicembre 2016. La città del Berkshire, a circa mezz’ora di treno da Londra, ha riaperto al pubblico l’edificio ospite, fino al 2013, del carcere locale. Complice una mostra che invita gli artisti a confrontarsi con l’opera di Oscar Wilde, nata proprio fra le mura di questo penitenziario.

Inside. Artists and writers in Reading Prison - Nan Goldin
Inside. Artists and writers in Reading Prison - Nan Goldin

IL DE PROFUNDIS DI WILDE
James Lingwood, che da venticinque anni dirige Artangel – una realtà che consente agli artisti di sviluppare i loro progetti in luoghi inusuali – ha ideato una mostra in cui confluiscono artisti e scrittori, invitati a riflettere sul De profundis di Oscar Wilde, scritto proprio nel penitenziario di Reading, dove l’autore irlandese fu incarcerato in regime di separazione dal 1895 al 1897 per sodomia.
Il tema di Inside: artists and writers in Reading Prison riprende quelli trattati da Wilde: la separazione, appunto, il tempo, il tradimento, il riscatto e l’amore. Il regime penale a cui fu sottoposto è stato interpretato dagli artisti invitati da Lingwood con una sensibilità e una poeticità rare. Il visitatore entra nel carcere (così come fa a New York per vedere la mostra di Annie Leibovitz), ancora circondato dal filo spinato, e spia dentro le celle oggi aperte, scoprendo lettere, installazioni e registrazioni audio. Il rumore dei passi fa ancora eco nei corridoi, memoria di quelli dei secondini.
E c’è la cella di Wilde, la c.3.3, sigla con cui firmò il suo ultimo poema The Ballad of Reading Gaol. Solo alla settima edizione il suo nome fu stampato sulla copertina.
Nel primo anno di carcere, Wilde poteva scrivere un foglio al giorno, poi, grazie all’appoggio del direttore, ebbe a disposizione quattro fogli al giorno. E compose il De profundis, una lunga lettera al suo compagno Lord Alfred Douglas.

Inside. Artists and writers in Reading Prison - Nan Goldin
Inside. Artists and writers in Reading Prison – Nan Goldin

PAROLA AGLI ARTISTI
Riflettendo sul tema della separazione, nove autori hanno composto una lettera a una persona che amano e da cui sono stati forzatamente separati, come Binyavanga Wainaina, Anne Carson e Ai Weiwei, che indirizza una lettera al figlio per raccontare gli ottantuno giorni in cui fu internato dallo Stato cinese. Le loro voci si mescolano a quelle degli altri artisti in mostra.
Vija Celmins, Rita Donagh, Peter Dreher, Marlene Dumas, Robert Gober, Nan Goldin, Felix Gonzalez-Torres, Richard Hamilton, Roni Horn, Steve McQueen, Jean-Michel Pancin, Doris Salcedo, Wolfgang Tillmans, le cui opere site specific sono installate sui muri e sulle scrivanie delle celle e nei corridoi abbandonati della prigione vittoriana. Il volto di Wolfgang Tillmans è al centro di un alienante processo di deformazione. Sembra acqua lo specchio di Roni Horn presente insieme alle fotografie della serie River. Il fiume è il Tamigi, la cui immagine si ripete in varie celle, ognuna diversa a seconda delle condizioni del tempo. La privazione di un bene primario.
Water è anche il titolo dell’opera di Felix Gonzalez-Torres, tendine di perline montate al posto delle porte. Apertura e non chiusura. Il rumore dell’acqua di una cascata che si intravede nel buco di una giacca nel video di Robert Gober: una relazione tra vita interiore e mondo esterno. Il prigioniero, per Doris Salcedo, nonostante sia pressato dalle mura, è come l’erba e riesce a crescere tra cumuli di terra compressa. Steve McQueen poggia una zanzariera dorata su una brandina laccata di ferro, come se lo spirito o il corpo potessero trascendere i confini dello spazio.

Inside. Artists and writers in Reading Prison - la cella di Oscar Wilde
Inside. Artists and writers in Reading Prison – la cella di Oscar Wilde

AMORE DIETRO LE SBARRE
“Può essere, fuori, una giornata d’azzurro e d’oro, ma soltanto una luce grigia e avara filtra attraverso il vetro spesso del finestrino ad inferriata sotto al quale siedo. È un crepuscolo perpetuo nella cella, e una tenebra perpetua nel cuore”, scriveva Wilde.
L’occhio perde l’abitudine alla vista e sbatte fissando lo stesso frammento di cielo che gli è dato intravedere tra i quadrati che delimitano le sbarre nello straziante video di Tillmans. La luce. Le celle si riempiono dei cieli stellati di Vija Celmins, alle pareti i ritratti di Marlene Dumas di Wilde e Bosie, di Pasolini e dello scrittore Jean Genet e poi di lettere, scritti e libri e file audio.
Drammatico il periodo di “Separate System” in cui i prigionieri restavano confinati senza la possibilità di vedere gli altri né di essere visti. Nonostante il confinamento e la privazione del concetto di sé e di altro, la scrittura e la parola riescono ad andare oltre le sbarre e l’amore non si placa e tormenta come in uno dei video di Nan Goldin, in cui rivisita il film Chanson d’amour diretto da Genet: il racconto dell’amore tra due prigionieri omosessuali, divisi dal muro che separa le loro celle. Il visitatore-voyeur, come facevano le guardie, può spiare dalla fessura della porta. Atti osceni in luogo privato. Perché, come scrive Wilde, “Il fine dell’Amore è amare; niente di più e niente di meno”.

Silvia Macchetto

Reading // fino al 4 dicembre 2016
Inside: artists and writers in Reading Prison
READING PRISON
Forbury Road
+44 (0)20 77131400
[email protected]
www.artangel.org.uk/project/inside/

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