La solitudine dei monumenti. Quattro artisti a Foligno

Palazzo Candiotti, Foligno – fino al 28 ottobre 2016. Quattro artisti, nati tra gli Anni Settanta e il decennio successivo, riflettono autonomamente sul concetto di monumento, portatore sano di memorie ancora attive.

Matteo Fato, Natura Morta con (Li Giochi), photo credit Francesca Campli
Matteo Fato, Natura Morta con (Li Giochi), photo credit Francesca Campli

Nelle sale di Palazzo Candiotti, a Foligno, si dispiega un percorso di vera e propria perlustrazione tra modalità di lettura differenti sul tema del monumento e sulle sue connotazioni, messe in atto da quattro artisti. Il tutto in un percorso allestitivo molto libero, con opere collocate in stanze dalle decorazioni sfarzose, ma quasi vuote, o all’interno di accostamenti dialettici tra linguaggi diversi, come nel caso di Matteo Fato e Tomaso De Luca, protagonisti di uno degli ambienti più riusciti del percorso. Il primo attraverso una pittura che esplicita la sua consistenza anche mediante soluzioni installative che si relazionano con lo spazio. Il secondo con monumenti fragili, instabili, che hanno perso la loro funzione originaria.
Al centro della riflessione dell’arte sulla memoria collettiva, ma anche sulla simbologia del potere e sulla fenomenologia della storia, il monumento, secondo la curatrice della mostra, Marta Silvi, va letto in una delle sue specifiche accezioni, la sua “solitudine, ovvero l’isolamento che nella ieraticità lo rende inconsueto e unico”. Per Gabriele Porta la memoria si rintraccia nei volti dei bambini scomparsi in Italia, tratteggiati sulle pagine di una copia di Ragazzi di vita di Pasolini. Mentre per Stefano Emili si rileva in sottrazioni cromatiche e osservazioni ravvicinate di topos legati a certa storia dell’arte.

Lorenzo Madaro

Foligno // fino al 28 ottobre 2016
La solitudine dei monumenti
a cura di Marta Silvi
artisti: Matteo Fato, Tomaso De Luca, Gabriele Porta, Stefano Emili
PALAZZO CANDIOTTI
Largo F. Frezzi 2
0742 354000

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/56026/la-solitudine-dei-monumenti/

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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di belle arti di Catania. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e di “Robinson”, settimanale culturale del quotidiano Repubblica; collabora anche con Arte Mondadori, Artribune, Espoarte, Atp Diary e altre riviste ed è consulente del Polo biblio-museale di Lecce per attività curatoriali e di comunicazione. Nel 2021 è stato membro della commissione di selezione del Premio Termoli, insieme a Giacinto Di Pietrantonio, Alberto Garutti e Paola Ugolini, a cura di Laura Cherubini; e nello stesso anno Advisor del Premio Oliviero curato da Stefano Raimondi. Nel 2020 è stato tra gli autori ospiti del Festival della letteratura di Mantova, con un intervento incentrato su alcune lettere inedite di Germano Celant dedicate a due artisti italiani degli anni Sessanta, Umberto Bignardi e Concetto Pozzati. Tra le mostre recenti curate o coordinate, Gianni Berengo Gardin. Vera fotografia (Castello, Otranto 2020); Umberto Bignardi. Sperimentazioni visuali a Roma (1963-1967) (Galleria Bianconi, Milano 2020); Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro (Galleria Fabbri, Milano, 2019); ‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana (Castello di Otranto, 2018); To Keep At Bay (Galleria Bianconi, Milano 2018); Spazi igroscopici (Galleria Bianconi, Milano 2017); Mario Schifano e la Pop Art italiana (Castello Carlo V, Lecce, 2017); Edoardo De Candia Amo Odio Oro (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); Natalino Tondo Spazio N Dimensionale (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); Andy Warhol e Maria Mulas (Castello Carlo V, Lecce 2016), Principi di aderenza (Castello Silvestri, Calcio - Bergamo 2016), Leandro unico primitivo (promossa dal Mibact in diversi musei pugliesi, 2016); Spazi. Il multiverso degli spazi indipendenti in Italia (Fabbrica del Vapore, Milano 2015). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce. Ha pubblicato diversi cataloghi, saggi e contributi critici su artisti del Novecento e della stretta contemporaneità e insegnato Storia dell’arte contemporanea, Fenomenologia delle arti contemporanee e Storia e metodologia della critica d’arte all’Accademia di Belle Arti di Lecce.