Sguardi sulla fotografia. Dayanita Singh a Bologna

MAST, Bologna – fino all’8 gennaio 2017. La fotografa indiana porta nelle sede bolognese un progetto che supera i confini dello scatto. Offrendo un punto di vista non comune sulle tante sfumature che compongono il suo Paese d’origine.

© Dayanita Singh, Blue Book
© Dayanita Singh, Blue Book

OLTRE L’IMMAGINE
Avevamo visto i suoi lavori alle biennali veneziane del 2011 e del 2013, opere in cui l’equilibrio tra fotogiornalismo, fotodocumentarismo e ricerca artistica era perfetto. Oggi Dayanita Singh (Nuova Delhi, 1961) è protagonista di una grande mostra personale al MAST di Bologna. Immagini di lavoro, certo, ma anche paesaggi, ritratti. Negli ultimi cinque anni la sua produzione è andata in scena all’Art Institute di Chicago, alla Hayward Gallery di Londra, al Museum Moderne Kunst di Francoforte sul Meno, al Kiran Nadar Museum of Art di Nuova Delhi e alla Fundación Mapfre di Madrid
Nella mostra Museum of Machines, la fotografa indiana non si limita a creare delle immagini, ma ne progetta anche possibili strutture espositive. Casse, contenitori, vetrine, ante. Come spiega Avek Seeng, nel testo pubblicato all’interno del piccolo catalogo Electa che accompagna la rassegna: “La linea creativa di questo corpus fotografico prende le mosse da due grandi tradizioni della fotografia moderna, vale a dire la fotografia tipologica dei Becher in Germania, e la fotografia industriale, divenuta in India, negli anni successivi al 1947, all’indomani dell’Indipendenza, espressione del sentimento nazionale oltre che parte del linguaggio visivo pubblico dell’industria e del commercio”.

© Dayanita Singh, Blue Book
© Dayanita Singh, Blue Book

ESPORRE LA FOTOGRAFIA
E quindi il mondo degli archivi, che è da molti anni soggetto delle immagini della Singh. L’artista, una donna vitale, affascinante, è un vero e proprio personaggio. Ha ritratto e pubblicato nel libro intitolato Privacy l’India dei ricchi e i suoi interni, ha raccontato le sfumature borghesi e altoborghesi della sua nazione, lasciandosi alle spalle la prospettiva prettamente coloniale con cui l’India è stata osservata e ritratta, ma anche il Paese della miseria e delle catastrofi. Lungo tutto il percorso espositivo sono presenti immagini tratte da Blue Book, il primo lavoro a colori dell’artista di Nuova Delhi. Al colore è arrivata per caso, per un errore di pellicola, ma quel tipo di colore, sui toni del blu, sembrerebbe perfetto per la sua fotografia. Il piano sotterraneo della sede bolognese ospita una sezione dedicata all’installazione del volume Museum of Chance. Un libro per il quale Singh ha pensato 44 copertine diverse. Ogni copia è collocata all’interno di una struttura di legno pieghevole, così che si possano vedere il fronte e il retro del volume, con tanto di fotografia applicata. Ha, inoltre, progettato delle valigie di cuoio per custodire le strutture e libri, la cui forma rimanda all’India degli inglesi di inizio secolo.

Angela Madesani

Bologna // fino all’8 gennaio 2017
Dayanita Singh – Museum of Machines
a cura di Urs Stahel
Catalogo Electa
MAST
Via Speranza 42
051 6474345
[email protected]
www.fondazionemast.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/56710/dayanita-singh-museum-of-machines/

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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.