Tutta la storia della femminilità. Nelle Marche

Palazzo dei Priori, Fermo – fino al 23 ottobre 2016. Una selezione cross-over tra generi ed epoche, una intelligente politica di prestiti, un tentativo (riuscito) di valorizzare il patrimonio locale. È così che un museo di provincia diventa il fulcro e il modello di un’operazione espositiva di successo.

Vincent van Gogh, Les Bretonnes et le pardon de Pont Aven, 1888, acquerello su carta applicata su cartone, 47 x 62 cm - Galleria d’Arte Moderna, Milano
Vincent van Gogh, Les Bretonnes et le pardon de Pont Aven, 1888, acquerello su carta applicata su cartone, 47 x 62 cm - Galleria d’Arte Moderna, Milano

ARCHETIPI AL FEMMINILE
È attorno a un singolare reperto archeologico che si dipana, sia nei contenuti che nell’allestimento, un percorso espositivo ricco e a suo modo originale: il manufatto in questione, L’anello di Cupra, che suggerisce anche il titolo alla mostra, è un grosso anello votivo in bronzo del VI secolo a.C., legato al culto della divinità femminile preromana Cupra, la cui funzione verrà in seguito assimilata, nel succedersi delle culture dominanti, ad Afrodite/Venere e alla triade cristiana Eva-Maria-Maddalena, cioè all’archetipo occidentale della donna.

UNA MOSTRA CONVINCENTE
Se l’idea di una mostra sulle icone femminili nell’arco della storia non è di per sé nuova, lo è l’approccio curatoriale, che la rende particolarmente significativa nei presupposti e nelle modalità, a partire dagli spazi della Pinacoteca fermana opportunamente riallestiti per permettere ad alcuni pezzi in collezione di occupare un posto di rilievo nell’ambito della rassegna e da una lungimirante gestione dei prestiti.
Gran parte delle opere proviene infatti da istituzioni regionali (da musei archeologici e pinacoteche, ma anche dalle raccolte dedicate ai grandi marchigiani Mario Giacomelli e Osvaldo Licini) e soprattutto dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano, città partner per aver goduto lo scorso inverno del prestito della superba Adorazione dei pastori di Rubens (1608), ora tornata in situ e parte integrante della mostra. A essa si deve la presenza dei dipinti di Vincent van Gogh, Francesco Hayez, Gaetano Previati, e di un inaspettato e commovente Le due madri di Giovanni Segantini (1889), la più iconica tra le rappresentazioni femminili in mostra.

DALLA STORIA ALL’ATTUALITÀ
Non si smentisce il tocco contemporaneo del curatore Marcello Smarrelli, che ormai da diversi anni rappresenta per le Marche uno dei vettori di cultura del presente, il quale inserisce nel percorso firme italiane di ricerca: Lorenzo Cianchi e Michele Tajariol, Matteo Nasini, Francesco Barocco, Andrea Salvino, Mark Boulos. E un’intuizione che si aggancia al drammatico episodio locale di razzismo in seguito al quale la cittadina marchigiana è recentemente balzata al centro delle cronache nazionali: VBSS.09.MP, una delle famose “madonne nere” di Vanessa Beecroft, posta quasi alla fine del percorso, a suggellare il ripudio della città alla violenza e l’impegno a trovare la risposta nell’arte.
In catalogo, oltre alle schede di ciascuna opera e scritti di taglio antropologico, è pubblicato un breve saggio di Alessandra Mammì su arte contemporanea e corpo femminile.

Valeria Carnevali

Fermo // fino al 23 ottobre 2016
L’anello di Cupra. Icone della femminilità dalla preistoria a Rubens, da Van Gogh ai contemporanei
a cura di Marcello Smarrelli
PALAZZO DEI PRIORI
Piazza del Popolo
0734 217140
[email protected]
www.sistemamuseo.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/55220/lanello-di-cupra/

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Valeria Carnevali
Marchigiana, dopo la laurea in Lettere Moderne conseguita a Urbino nel 1999 con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea, si stabilisce a Milano lavorando per diversi anni nel settore dell’editoria d’arte e collaborando con gallerie e spazi espositivi. Tornata a Fabriano nel 2007, si laurea in Scienze della Formazione Primaria, continuando a occuparsi di arte e cultura del presente, con particolare interesse per la didattica e l’educazione all’arte (e attraverso l’arte) contemporanea. È attualmente insegnante nella scuola primaria e curatore artistico. Nel 2016 fonda l’associazione Art comes to Town. Scrive per Artribune dal 2012.