Angelo Filomeno incontra Helidon Gjergji. In Puglia

Fondazione Museo Pino Pascali, Polignano a Mare – fino al 2 settembre 2016. L’estetica del thanatos nei ricami di Angelo Filomeno e il dramma dell’immigrazione nell’opera di Helidon Gjergji. In dialogo sullo sfondo delle due mostre ospitate dall’istituzione pugliese.

Helidon Gjergji, e-mages, Tirana 2014
Helidon Gjergji, e-mages, Tirana 2014

DUE ARTISTI, DUE MOSTRE
La sintesi degli opposti: da una parte, il primitivismo ispirato alla cultura africana e l’estetica di thanatos, che richiama lo stile di Damien Hirst, nell’opera di Angelo Filomeno, e, dall’altra, la denuncia sociale legata al dramma dell’immigrazione e unita alla ricerca storico-antropologica nel percorso creativo di Helidon Gjergji. Sono loro i due protagonisti delle personali in corso alla Fondazione Museo Pino Pascali: Angelo Filomeno omaggio a Pino Pascali “africano, a cura di Antonio Frugis e Screenings, a cura di Santa Nastro, con la direzione artistica di Rosalba Branà.

RICAMI MAGICI
La soavità del ricamo, nella tessitura di fili di cotone, seta, shantung e oro, a volte con l’aggiunta di diamantini Swarovski, contraddistingue la tecnica che Angelo Filomeno (Ostuni, 1963; vive a New York) apprese da bambino dalla madre sarta. I ricami, applicati su tele grezze di juta, contrastano con la scelta dei soggetti rappresentati sia nei quadri sia nelle sculture: teschi in stile tribale che raffigurano sciamani e maschere africane. Tra le opere in mostra spiccano, per profondità espressiva, la scultura Come here, you are beautiful, in bronzo e quarzo fumé, mentre i quadri di tessuto sono tutti magnetici e mirabili: da Shaman necklace ai “bassorilievi” creati in Tribal waring shot.

Helidon Gjergji, e-mages, Tirana 2014
Helidon Gjergji, e-mages, Tirana 2014

DAI BALCANI A STALIN
L’artista albanese Helidon Gjergji (Tirana, 1970; vive a New York), invece, rappresenta la tragedia dell’immigrazione forzata delle popolazioni balcaniche e dei naufragi in mare nell’installazione site specific Seta di Damasco. Ma l’opera più ficcante rimane l’installazione e-mages: la videoproiezione di immagini raccolte dalla madre di un giovane e spensierato Stalin prima che diventasse uno spietato dittatore, in contrasto con lo specchio rotto ai piedi dei frame proiettati, che rappresenta la purezza infranta e la Storia stessa distrutta dall’azione dell’uomo.

Cecilia Pavone

Polignano a Mare // fino al 2 settembre 2016
Angelo Filomeno – Omaggio a Pino Pascali “africano”
a cura di Antonio Frugis
Helidon Gjergji – Screenings
a cura di Santa Nastro
FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI
Via Parco del Lauro 119
080 4249534
[email protected]
www.museopinopascali.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/54729/angelo-filomeno-helidon-gjergji/

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Cecilia Pavone
Giornalista professionista, Cecilia Pavone è nata a Taranto e ha conseguito la laurea in Filosofia con specializzazione in Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Bari. Nel suo percorso professionale giornalistico ha lavorato per il quotidiano "Nuovo Corriere Barisera" di Bari specializzandosi nel settore cultura e spettacoli. Tra le sue collaborazioni: "Il Settimanale" di Bari, "Il Resto del Carlino" di Bologna, "Exibart" dal 2007 fino al febbraio 2011, quando ha seguito Massimiliano Tonelli e Marco Enrico Giacomelli alla nuova testata d'arte "Artribune". Attualmente scrive anche su "Lobodilattice.com" e "Metalwave.com".