Vietato non rubare. La mostra di Thomas Demand a Milano

Fondazione Prada, Milano – fino al 21 agosto 2016. Oltre un secolo fa Walter Benjamin dedicò un intero saggio al tema, ma probabilmente non abbiamo ancora smesso di chiederci come sia riconoscibile l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Non del tutto, almeno.

John Baldessari, Poster per la mostra “L’image volée” alla Fondazione Prada - © John Baldessari, 2016
John Baldessari, Poster per la mostra “L’image volée” alla Fondazione Prada - © John Baldessari, 2016

L’ARTISTA-CURATORE
La Fondazione Prada ospita una rassegna curata da un artista, abitudine crescente negli ultimi tempi. Ma bisogna ammettere che Thomas Demand, il quale di simulazione e riproduzione ne sa qualcosa, offre un taglio stimolante pur selezionando forse fin troppe opere rispetto all’organizzazione degli spazi. La mostra svela alcuni volti della riproducibilità ma si spinge più in là, nei soli luoghi dove il furto può generare nuovo valore collettivo. Dove la poetica stessa di un artista si erge sull’appropriazione di immagini altre, o sulla citazione, sulla manipolazione, sulla manomissione delle stesse senza, in linea di massima, nulla perdere in fatto di credibilità e contenuti.

L’image volée - installation view at Fondazione Prada, Milano 2016 - photo Delfino Sisto Legnani Studio - Courtesy Fondazione Prada
L’image volée – installation view at Fondazione Prada, Milano 2016 – photo Delfino Sisto Legnani Studio – Courtesy Fondazione Prada

RUBARE SI PUÒ?
Il vero quesito qui non è se sia lecito rubare immagini, ma se sia possibile non rubarne, dal momento che la proprietà non è limitata alla paternità, ma ha confini più labili. Una visione resa chiara dalla lente dell’arte contemporanea, ma va notato che l’opera cronologicamente più antica tra quelle esposte risale al 1820 ed è di Jean-Auguste-Dominique Ingres. Un rifacimento dell’autoritratto di Raffaello, conservato nella bottega del maestro del Rinascimento dai suoi discendenti e spesso scambiato per un suo autentico dipinto.
Se è vero che l’arte è solita indagare i sensi e ciò che li oltrepassa, L’image volée indaga la rappresentazione e ciò che la supera. Ovvero una rappresentazione della rappresentazione, un ladrocinio o un elogio, un riutilizzo o uno sfregio dichiarato: rubare immagini è in qualche modo inevitabile anche quando si è a qualche titolo convinti di crearle nel senso più puro del termine. Ma se davvero l’artista crei e non si limiti a riprodurre, è argomento che richiederebbe intere pagine e che è affrontato da decenni.

L’image volée - installation view at Fondazione Prada, Milano 2016 - photo Delfino Sisto Legnani StudioCourtesy Fondazione Prada - da sx a dx opere di Jean-Auguste-Dominique Ingres, Cy Twombly, Pierre Huyghe
L’image volée – installation view at Fondazione Prada, Milano 2016 – photo Delfino Sisto Legnani StudioCourtesy Fondazione Prada – da sx a dx opere di Jean-Auguste-Dominique Ingres, Cy Twombly, Pierre Huyghe

I CONFINI DELL’AUTORIALITÀ
Visitando la mostra, quel che invece colpisce è la molteplicità di approcci con i quali artisti di diverse epoche, spesso con atteggiamento provocatorio e ironico, si rapportano al concetto di autorialità e di appropriazione artistica. Una tra le opere più emblematiche è quella di Pierre Huyghe: un falso Modigliani dipinto da Elmyr de Hory, falsario di opere d’arte. Huyghe titola il lavoro De Hory Modigliani e solo così s’innalza, pur nella sua assenza, a terzo e nuovo autore. A qualche metro di distanza, una cornice inquadra Pharmacie, uno dei primi readymade rettificati realizzati da Marcel Duchamp, una riproduzione su cui l’artista è intervenuto aggiungendo solo due gocce di colore e la propria firma.
Espropriato è stato, a sua volta, Francis Bacon, di cui ritroviamo alcune tele con ritratti dal volto strappato: si ipotizza che sia stato lui stesso a squarciare i quadri, e che il suo intento fosse proprio quello di celare al pubblico alcune opere incompiute. Speranza rivelatasi vana.

Lucia Grassiccia

Milano // fino al 21 agosto 2016
L’image volée
a cura di Thomas Demand
FONDAZIONE PRADA
Largo Isarco 2
02 56662611
[email protected]
www.fondazioneprada.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52041/limage-volee/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Lucia Grassiccia
Lucia Grassiccia è nata a Modica (RG) nel 1986. Dopo una formazione tecnico-linguistica ha studiato presso l’Accademia di belle arti di Catania, dove ha contribuito a fondare e dirigere un webzine sperimentale (www.hzine.it) gestito da un gruppo di allievi dell’accademia. Per hzine ha svolto principalmente attività di giornalista, titolista, editing. Dal 2008 scrive saltuariamente per il quotidiano web locale Nuovascicli Ondaiblea, soprattutto recensioni su libri e mostre. Nel 2010 inizia la collaborazione con Exibart che a breve si sospende e prosegue con la redazione di Artribune. Cura saltuariamente i testi critici per alcune associazioni e gallerie (vedi The White Gallery, Milano). Nel 2013 pubblica il romanzo ebook Elevator (Prospero Editore) e inizia a collaborare occasionalmente con la rivista Look Lateral. Nello stesso anno completa gli studi in arteterapia clinica presso la scuola Lyceum Vitt3. Attualmente vive a Milano.

1 COMMENT

LEAVE A REPLY