Schizofrenie contemporanee. Mustafa Sabbagh a Palermo

ZAC – Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo – fino al 17 luglio 2016. Mustafa Sabbagh sbarca a Palermo con una grande mostra di lavori noti e inediti. Un’antologia di schizofrenie che ripercorre psicosi e contraddizioni della società contemporanea.

Mustafa Sabbagh, Candido_untitled, 2016 - courtesy l’artista
Mustafa Sabbagh, Candido_untitled, 2016 - courtesy l’artista

UNA MOSTRA PENSATA PER PALERMO
Dopo le ultime antologiche di Hermann Nitsch e Letizia Battaglia, allo ZAC di Palermo è la volta di Mustafa Sabbagh (Amman, 1961), protagonista di una mostra nata dalla sinergia tra l’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, la Galleria Francesco Pantaleone Arte Contemporanea e la Rizzuto Gallery.
XI comandamento: non dimenticare è una mostra pensata per Palermo. “Uno schizofrenico non dimentica; uno schizofrenico accumula”, spiega Sabbagh, che concepisce lo spazio dello ZAC come un contenitore della schizofrenia contemporanea in cui si concentrano paure, vizi, virtù, difetti, difformità, disagi. Il fotografo italo-palestinese sente una fisiologica e spirituale empatia con la Sicilia, terra dalle contraddizioni irrisolvibili, coniunctio oppositorum alchemica e chimica, inconscio collettivo e cuore pulsante del Mediterraneo. Terra che non dimentica di essere figlia di tante culture, palcoscenico di miti, storie e tragedie consumate nella catartica pantomima teatrale e nell’inconcepibile crudeltà del mare.

Mustafa Sabbagh, Candido_untitled, 2016 - courtesy l’artista
Mustafa Sabbagh, Candido_untitled, 2016 – courtesy l’artista

CONTRO IL LUOGO COMUNE
Sabbagh rende tangibile l’inconscio, luogo solitamente invalicabile, destinato all’occultamento di immagini che si sedimentano negli abissi dell’animo come scorie che lentamente e inesorabilmente lo contaminano. Gli scatti del fotografo immortalano archetipi che trovano la loro forma congeniale nelle iconografie del repertorio classico e moderno: eleganti e irregolari madame fetish, martiri in blue jeans, putti senza ali. Un raffinato gioco in cui l’estetica dell’artista – cruda quanto sensuale – epura da ogni tipo di dissonanza. Non quella della forma, ma quella del luogo comune mascherato da morale.
Onore al Nero celebra il non celebrabile, quello che nell’opinione comune andrebbe nascosto perché lontano dai cliché accettati. Nero come il buio, l’impurità, la contaminazione, la perversione, il timore del confronto con il diverso. Ma è anche il colore della nigredo, del caos che è destinato a sublimarsi in cosmos. Candido è un progetto inedito, luminoso, senza ombre apparenti, in cui l’innocenza dell’infanzia è assimilata all’albedo. Puro e tremendamente realistico, il bambino di Candido è un contemporaneo Mario Minniti, il fanciullo siciliano ritratto da Caravaggio nelle vesti di Bacco; ma nell’opera di Sabbagh il vino è sostituito dal sangue che la coscienza degli adulti non è in grado di lavare e redimere.

Mustafa Sabbagh, Anthro-pop-gonia, 2015
Mustafa Sabbagh, Anthro-pop-gonia, 2015

ATTUALITÀ SCHIZOFRENICA
Non si può dimenticare – o meglio, non può essere ignorata – la schizofrenia del momento storico attuale: Made in Italy© – Handle with care, presentata in anteprima assoluta a Palermo e acquisita dalla collezione permanente di arte contemporanea del MAXXI, è uno schiaffo al torpore della coscienza comune, in cui l’ironia è direttamente proporzionale alla gravità della denuncia. L’emergenza degli immigrati, considerati tutti “uguali” eppure trattati come “diversi”, mette in risalto le ombre della società contemporanea, affetta da paura e diffidenza, ignara dell’infinita bellezza celata nella diversità, nell’accoglienza, nel confronto. E questo Sabbagh, come la Sicilia, non lo dimentica.

Desirée Maida

Palermo // fino al 17 luglio 2016
Mustafa Sabbagh – XI comandamento: non dimenticare
ZAC
Via Paolo Gili 4
091 8431605
[email protected]
www.comune.palermo.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/53107/mustafa-sabbagh-xi-comandamento-non-dimenticare/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.