Il mare come origine del mondo. Keren Benbenisty a Roma

Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma – fino al 29 ottobre 2016. La pittura di Courbet, il mare e le migrazioni (via mare) di uomini e popoli. Sono i riferimenti di una personale insieme evocativa e ad alto tasso di concettualità, che porta Keren Benbenisty nella Capitale.

Keren Benbenisty, Panel#5, 2016 - courtesy Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma - photo Rubina Brugnol
Keren Benbenisty, Panel#5, 2016 - courtesy Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma - photo Rubina Brugnol

Courbet è l’artista del terrigno, del carnale. Ma ha dipinto anche marine, assai originali proprio per il loro risultare carnose, viscerali. Keren Benbenisty (Herzeliya, 1977; vive a New York) ha accostato alla paradossalità della visione courbetiana il tema – quanto mai attuale – della migrazione (via mare) di uomini e popoli. Lo ha fatto riproducendo porzioni di marine di Courbet (in scala 2:1), per mezzo di impronte digitali anziché pennelli. La mossa è arguta, il risultato soddisfacente: pur non arrivando a funzionare in modo subliminale, il suo mare fatto di rilievi segnaletici resta visione originaria – “origine del mondo”. A far da contraltare a cotanto titanismo, una videoinstallazione “impressionista” parla del rapporto tra mare e corpo in termini più evocativi, e vibrando crea un effetto come di acquario. C’è poi un’opera – la più centrata – dall’allure più pop. Si tratta di due pinne da sub scolpite nel travertino; visione anch’essa paradossale, courbetiana.

Pericle Guaglianone

Roma // fino al 29 ottobre 2016
(chiuso ad agosto)
Keren Benbenisty – Mare Nostrum
a cura di Carolina Pozzi
FRANCESCA ANTONINI
Via Capo Le Case 4
06 6791387
[email protected]
www.francescaantonini.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/54422/keren-benbenisty-mare-nostrum/

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Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.