Fiori d’inverno. Francesco Clemente a Siena

Complesso Monumentale di Santa Maria della Scala, Siena – fino al 2 ottobre 2016. I preziosi spazi senesi ospitano l’altrettanto preziosa, delicata e brillante esposizione di Francesco Clemente. È intitolata “Fiori d’inverno a New York” e la cura Max Seidel.

Francesco Clemente, Tree of Life, 2013-14 (dettaglio) - photo Gino Pisapia
Francesco Clemente, Tree of Life, 2013-14 (dettaglio) - photo Gino Pisapia

UN GRADITO RITORNO
A quattro anni dall’esperienza senese – quando nel 2012 fu invitato a realizzare il drappellone del Palio – Francesco Clemente (Napoli, 1952) torna in città con una mostra personale che presenta dieci opere inedite messe a punto nell’ultimo lustro o poco più.
Fiori d’inverno a New York nasce da una sorta di collaborazione tra l’artista e sua moglie, Alba Primiceri, attrice e coreografa, che ha selezionato per Clemente alcuni tra i fiori diffusi a New York nei mesi invernali. Clemente è partito proprio dai fiori come soggetto da editare pittoricamente attraverso l’utilizzo di molteplici espedienti tecnico-alchemici, ma soprattutto di pigmenti vegetali ai quali ci ha abituati fin dagli albori del suo raffinato esercizio artistico-intellettuale.

Francesco Clemente - Fiori d'inverno a New York - installation view at Santa Maria della Scala, Siena 2016 - photo Gino Pisapia
Francesco Clemente – Fiori d’inverno a New York – installation view at Santa Maria della Scala, Siena 2016 – photo Gino Pisapia

LA MOSTRA
Allo stesso modo di un archeologo, Clemente scava tra le epoche, le tecniche, i simboli e le culture, ibridando identità completamente diverse tra loro come quella italiana, americana e indiana. Ne scaturisce un ricco e complesso vocabolario di segni, o meglio di “ideogrammi”, che vengono organizzati e gestiti dalla visionaria capacità dell’artista nel combinarli.
Composta da due cicli tematici – che includono, rispettivamente, cinque tele – la mostra si avvale di un allestimento essenziale, caratterizzato da qualche tramezzo e da una luce soffusa che evidenzia la raffinata superficie cromatico-luministica dei lavori.
Se nella prima costellazione di opere – per dirla con Clemente – le suggestioni floreali si articolano sulla superficie della tela che rispetta in egual forma e misura le tele quadrate di Agnes Martin, in quelle dedicate al gruppo dell’Albero della Vita i formati si alternano senza rifarsi a particolari vincoli, aprendosi al contempo a una dimensione simbolica che ne gestisce e ne argomenta le letture possibili.

Francesco Clemente, Wheel of Fortune, 2013-14 - photo Gino Pisapia
Francesco Clemente, Wheel of Fortune, 2013-14 – photo Gino Pisapia

FIORI E SPERANZA
Legato inevitabilmente, per la sua forma mentis, all’uomo rinascimentale con inclinazione manierista, Clemente si rivolge all’universo immaginario sempre nuovo, sollecitato dalla costante sperimentazione tecnico-iconografica grazie alla quale declina tematiche ricorrenti ma affrontate sempre in maniera diversa.
Ecco che le forme dei fiori vibrano in una sorta di contrappunto cromatico capace di armonizzare in un solo corpo il soggetto e lo sfondo del quadro, che si offre alla visione come metafora di esistenza e resistenza alle stagioni della vita celate da una sorta di nostalgica speranza.
Una speranza evidenziata soprattutto nell’idea di viaggio, legata alla ruota o alle “danze” dei corpi umani, che diventano pattern compositivi, o ancora alle barche come simbolo di vacuità, sinonimo di indipendenza nella tradizione buddista, che si riflette nella trama e nell’ordito della tela della vita.

Gino Pisapia

Siena // fino al 2 ottobre 2016
Francesco Clemente – Fiori d’inverno a New York
a cura di Max Seidel
Catalogo Sillabe
SANTA MARIA DELLA SCALA
Piazza del Duomo 2
0577 224811
[email protected]
www.santamariadellascala.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/54881/francesco-clemente-fiori-dinverno-a-new-york/

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Gino Pisapia
Classe 1981, Gino Pisapia è critico d’arte e curatore indipendente, indaga e si occupa di ricerca sulle ultimissime esperienze artistiche, vive e lavora a Firenze. Nel 2006 si è laureato in Storia dell'arte Contemporanea all'Università di Napoli, nel 2007 ha conseguito un master in Management dei Beni Culturali promosso dalla Regione Campania. Ha ideato e realizzato progetti di didattica museale integrata, nel 2008 ha scritto e diretto il documentario Astrazione Napoletana sull'opera di Renato Barisani e dal 2007 al 2010 ha collaborato con la Galleria Lia Rumma di Napoli/Milano. Ha tenuto lezioni di storia dell'arte e fatto parte di varie giurie per l'assegnazione di premi legati alla cultura e all'arte contemporanea. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati tra cui Memories; vertigine [di]segno; Tempus edax rerum; Elements; Cleo Fariselli. I suoi contributi critici sono presenti in diverse pubblicazioni. Scrive per Exibart, ArsKey e Artribune.

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