Dissacrare il senso. Tre artisti a Roma

Cura.Basement, Roma – fino al 17 giugno 2016. Than Hussein Clark, Patrizio Di Massimo e George Henry Longly sfidano le leggi delle relazioni sistemiche tra gli oggetti. E creano un nuovo brand che, giocando sul binomio scopo/assenza di scopo, connota un universo estetico, concettuale, pur nell’assenza di significati palesemente dichiarata. Parnassianesimo allo stato puro.

Mundus Muliebris – Patrizio Di Massimo, The Turquoise Candles - installation view at Cura.Basement, Roma 2016 – photo Robert Apa
Mundus Muliebris – Patrizio Di Massimo, The Turquoise Candles - installation view at Cura.Basement, Roma 2016 – photo Robert Apa

Un intento dissacratorio: nessun messaggio da recapitare. Un’opportunità relazionale tra tre artisti. Un risultato “disastroso”. Arte e moda. Un nuovo brand: MM. Quando la funzionalità va a scapito dell’estetica, la moda diventa arte. E l’arte non ha bisogno di senso. Versace sosteneva che la gente spesso si nasconde dietro un abito; ad esempio il mafioso si può vestire come il signore. Cela la sua essenza dietro una sostanza. Mundus Muliebris significa ornamento. Ciò che non ha un fine preciso ma aiuta a rendere più attraente qualcosa. Qualsiasi cosa. Così un ornamento è arte e moda allo stesso tempo. Than Hussein Clark, Patrizio Di Massimo, George Henry Longly lavorano tutti sulle inter-relazioni tra gli oggetti, sulla somiglianza di famiglia teorizzata da Wittgenstein che li accomuna. E realizzano con le diverse maison e i designer una serie di oggetti ornamentali (scarpe, borse, cappelli) il cui senso dipende da una specifica relazione ogni volta riformulata.

Michele Luca Nero

Roma // fino al 17 giugno 2016
MM – Mundus Muliebris
a cura di Nicoletta Lambertucci
artisti: Than Hussein Clark, Patrizio Di Massimo, George Henry Longly
CURA.BASEMENT
Via Ricciotti 4
[email protected]
www.curamagazine.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/53236/mm-mundus-muliebris/

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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.