La spiritualità della terra. Silvano Tessarollo a Venezia

Galleria Michela Rizzo, Venezia – fino al 16 luglio 2016. Gli spazi della Giudecca ospitano per la seconda volta i lavori di Silvano Tessarollo. Insieme a un intervento di Herman de Vries.

Silvano Tessarollo, Non trovo le parole per esprimerti il mio dolore, 2016
Silvano Tessarollo, Non trovo le parole per esprimerti il mio dolore, 2016

Nulla di quel che sembra perire, si distrugge affatto”, scriveva Lucrezio nel I secolo a.C.. “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, gli fa eco Lavoisier molto tempo dopo. È elevando questi due riferimenti a postulati che Silvano Tessarollo (Bassano del Grappa, 1956) intesse il dialogo con le materie prime dei suoi lavori. Consapevole di essere parte di un tutto cosmico, l’artista assume solo temporaneamente il ruolo di demiurgo che plasma la terra, per poi lasciare la libertà agli elementi naturali e atmosferici di interferire con le opere stesse. Sacerdote di una spiritualità laica, Tessarollo invita a una riflessione sul rapporto con la natura e sulla consapevolezza di essa, allestendo i suoi lavori in dialogo con quella pala d’altare composta da tre pezzi di tronchi di acacia carbonizzati che è 8 burned III di Herman de Vries.

Maria Marzia Minelli

Venezia // fino al 16 luglio 2016
Silvano Tessarollo – Nulla nasce dal nulla
MICHELA RIZZO
Giudecca 800q
041 8391711
[email protected]
www.galleriamichelarizzo.net

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/54236/silvano-tessarollo-nulla-nasce-dal-nulla/

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Maria Marzia Minelli
Maria Marzia Minelli (Bergamo, 1985). Dopo essersi laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con un progetto di trasformazione di una cava dismessa in una scultura territoriale, decide di seguire la sua passione per l'arte contemporanea iscrivendosi al Luiss Master of Art, del quale è attualmente studentessa. Con l'obiettivo di nutrire il suo forte interesse per le relazioni che si possono instaurare tra arte e architettura, collabora con lo studio di Attilio Stocchi in occasione di Lucegugliavoce (2007) e, durante il periodo universitario, con l'Osservatorio Public Art coordinato da Emilio Fantin. Dall'aprile 2013 cura per il magazine Hestetika la rubrica Arte in città, dedicata all'arte pubblica.