Gli anni della pittura analitica. A Verona

Palazzo della Gran Guardia, Verona – fino al 25 giugno 2016. In risposta alla proliferazione di linguaggi artistici contemporanei, la mostra veronese consente di riflettere sul passato. Scovando la novità in processi creativi già sperimentati.

Giorgio Griffa, Segni orizzontali, 1975
Giorgio Griffa, Segni orizzontali, 1975

LA NUOVA PITTURA ANALITICA
La definizione “Pittura Analitica” trova il suo assestamento in tempi recenti e si colloca temporalmente negli Anni Settanta. La mostra allestita presso il Palazzo della Gran Guardia espone le opere di tredici artisti fra i più influenti di questo movimento, descritto come “Nuova Pittura”.
Schiacciati tra due correnti essenziali, prima l’Arte Povera e poi la Transavanguardia, e preceduti e attorniati da linguaggi emergenti come il Concettuale, il Cinetismo, la Land Art e l’Arte Programmata, questi artisti hanno ripensato la pittura. Dopo una sessantina di mostre, collettive e individuali, tutte documentate in catalogo, soltanto ora si può parlare davvero di Pittura Analitica. E la paternità di questa definizione nasce dal magma artistico di allora, che il critico tedesco Klaus Honnef, nel dicembre del 1974, in un intervento incluso nel catalogo di una importante collettiva milanese, introdusse a proposito dell’area circoscritta a Italia e Germania. Carlo Battaglia, Enzo Cacciola, Paolo Cotani, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Claudio Olivieri, Elio Marchegiani, Carmengloria Morales, Pino Pinelli, Lucio Pozzi, Claudio Verna e Gianfranco Zappettini sono i protagonisti di questa stagione.

Claudio Verna , Cadmium-Red, 1978
Claudio Verna , Cadmium-Red, 1978

DAL PASSATO AL PRESENTE
Le sale che ospitano le loro opere rappresentano l’ideale riconoscimento del loro apporto in epoca novecentesca, cui fa seguito una riscoperta, sia critica sia di mercato, che vede la Pittura Analitica spesso protagonista in musei, fondazioni e gallerie pubbliche. Ma se ciò avviene è anche dovuto al fatto che critici, storici dell’arte contemporanea, collezionisti, si siano interessati a valorizzare un’emblematica parentesi artistica del secolo scorso. In catalogo, l’intervento di Luigi Meneghelli, Colori e piombo, ricostruisce il clima socio-culturale degli Anni Settanta, evidenziando l’attitudine dell’arte, in forti momenti di tensione storico-politica, a registrare tutti gli elementi innovativi che irrompono nei linguaggi creativi e a trasferirli, in questo caso, nell’esperienza della pittura analitica. Senza delimitazioni spaziali, la mostra ha seguito le tracce poetiche lasciate dagli artisti. La percezione del pubblico, la superficie dello spazio-quadro, le tecniche innovative rispetto al passato, i materiali usati e i supporti in plexiglas, intonaco o lavagna, ma anche cemento o asbesto di origine industriale costituiscono, insieme alle opere su carta, i poli di interesse di una pratica originale.

LA SEZIONE DI VILLAFRANCA
La mostra comprende una sezione distaccata a Villafranca di Verona, che propone le esperienze di alcuni artisti, i trentini Mauro Cappelletti e Aldo Schmid, la veneziana Arabella Cristina, il portogruarese Pope e l’istriano Paolo Pittelli, i quali hanno incrociato le loro ricerche pittoriche con quella della Pittura Analitica.

Claudio Cucco

Verona // fino al 25 giugno 2016
Gli anni della pittura analitica. I protagonisti, le opere, la ricerca
a cura di Alberto Rigoni
Catalogo Silvana Editoriale
PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA
Piazza Bra
045 8033400
[email protected]
www.veronamostre.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/54222/gli-anni-della-pittura-analitica/

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Claudio Cucco
Claudio Cucco (Malles Venosta, 1954) attualmente è residente a Rovereto. I suoi studi di Filosofia sono stati fatti a Bologna, è direttore della Biblioteca di Calliano (TN) e critico d’arte. S’interessa principalmente di arte contemporanea e di architettura e dell’editoria legata a questi due linguaggi. Collabora con il quotidiano L’Adige, con la rivista Arte e Critica e la rivista Nuova Informazione Bibliografica, edita da Il Mulino. Dal 2011 fa parte dei collaboratori di Artribune, dopo aver collaborato per anni a Exibart e precedentemente a Tema Celeste.