Una mostra di grande affetto. Gae Aulenti a Torino

Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino – fino al 28 agosto 2016. Il capoluogo piemontese ospita la prima mostra italiana dedicata a Gae Aulenti dopo la sua scomparsa. Un omaggio della nipote Nina, che racconta il personaggio, ben al di là della dimensione professionale.

Gae Aulenti, 1967 – photo Ugo Mulas
Gae Aulenti, 1967 – photo Ugo Mulas

UNA CARRIERA SFOLGORANTE
Dopo un primo decennio di attività svolta in parallelo all’impegno in redazione di Casabella Continuità e come assistente al Politecnico di Milano (sempre nel segno di Ernesto Rogers), pur distintasi già con alcuni pezzi clamorosi di design, solo nel 1970 Gae Aulenti (Palazzolo della Stella, 1927 – Milano, 2012) riesce ad aprire un suo studio professionale a cui potersi dedicare a tempo pieno, con tutte le sue energie. Nel 1969 muore Rogers, ma la svolta si deve, più pragmaticamente, ai primi incarichi consistenti che Aulenti riceve per la progettazione degli showroom e degli allestimenti espositivi della Olivetti e della FIAT. Soprattutto il rapporto con la FIAT (più tardi con la FIAT Engineering) sarà determinante per la sua carriera, ancor più per la piena fiducia e l’amicizia anche personale che si instaura tra Gae Aulenti e Gianni Agnelli e la sua famiglia (per la quale negli anni si occuperà di diverse dimore, tra Milano – la famosa Casa del Collezionista – Parigi, St. Moritz e Marrakech).

Omaggio a Gae Aulenti - Pinacoteca Agnelli, Torino 2016 - photo Margherita Borsano
Omaggio a Gae Aulenti – Pinacoteca Agnelli, Torino 2016 – photo Margherita Borsano

L’OMAGGIO DI TORINO
Niente di più logico quindi che oggi, a poco più di tre anni dalla sua scomparsa, un bell’Omaggio a Gae Aulenti sia ospitato presso gli spazi per le esposizioni temporanee della Fondazione Gianni e Marella Agnelli al Lingotto di Torino; e niente di più logico che ne sia curatrice Nina Artioli, quella nipote a cui Gae Aulenti ha trasferito la passione per l’architettura in un ideale passaggio di consegne generazionale, e che oggi si occupa anche dell’archivio della famosa nonna – da cui provengono buona parte dei materiali esposti – archivio fatto oggetto, tra il 2013 e il 2014, di un intervento di riordino e inventariazione, reso quindi disponibile alla consultazione degli studiosi presso la casa di Gae Aulenti a Brera, a Milano. Non si tratta di una mostra destinata a un pubblico di specialisti, che potranno comunque trovare ampia soddisfazione, quanto piuttosto costruita per far conoscere una persona a tutto tondo, ben oltre la sua dimensione professionale. E così a una cernita di progetti, necessariamente limitata ai più noti (a coprire comunque tutto lo spettro degli interessi professionali di Gae Aulenti), si affiancano reperti delle relazioni personali intrattenute dall’architetto con committenti, amici e familiari – notevoli le opere donatele da Christo. In una saletta a parte, alcune video interviste ci riportano la sua voce e i modi sempre gentili, misurati e schietti del suo pensiero.

Gae Aulenti, Casa del Collezionista – photo Ugo Mulas (1968)
Gae Aulenti, Casa del Collezionista – photo Ugo Mulas (1968)

OGGETTI PROTAGONISTI
Si apprezza molto l’assenza di parole curatoriali in una mostra che punta a far parlare oggetti, disegni e fotografie, lasciando a chi guarda la libertà di praticare diversi piani di lettura. È probabile che l’avrebbe apprezzato anche Gae: dallo studio delle sue carte d’archivio sembra emergere un architetto sobrio, refrattario all’elaborazione teorica fine a se stessa – le sue relazioni di progetto raramente superano lo spazio di un foglio A4. Concretezza tipicamente femminile si potrà dire, rafforzata forse dalla nascita e dall’infanzia vissuta in Friuli, dove gente di poche parole ama esprimersi, piuttosto, con la solidità dei fatti.
Nell’attesa di una grande retrospettiva, per la quale devono forse maturare ancora i tempi e la distanza, questo Omaggio è una preziosa occasione di tener desto il ricordo di una figura importante della cultura del progetto del secondo Novecento, la prima donna ad aver ottenuto, prima dell’epoca delle archistar, un riconoscimento professionale e una notorietà su scala internazionale.

Francesco Samassa

Torino // fino al 28 agosto 2016
Omaggio a Gae Aulenti
a cura di Nina Artioli
PINACOTECA AGNELLI
Via Nizza 230/103
011 0062713
[email protected]
www.pinacoteca-agnelli.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/52954/omaggio-a-gae-aulenti/

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Francesco Samassa
Francesco Samassa (Pordenone, 1963), laureato e PhD in Architettura negli Anni Novanta, dopo aver svolto attività didattica e di ricerca allo IUAV con Bernardo Secchi, si dedica come libero professionista all’ordinamento, inventariazione e valorizzazione degli archivi storici, inizialmente nel campo degli archivi di architetti italiani del Novecento, estendendo poi il raggio d'azione anche ad archivi di persona in genere, di famiglia e di enti. Nel campo degli archivi di architetti si è occupato, tra altri, dei fondi di Giancarlo De Carlo (per l’AP-IUAV di Venezia), Figini-Pollini (per il MART di Rovereto), Gae Aulenti (archivio privato), Cesare Leonardi (per l'Archivio Architetto Cesare Leonardi di Modena); ha realizzato anche il Censimento degli Archivi di Architettura per la Soprintendenza archivistica della Provincia Autonoma di Trento. Ha all'attivo diverse presentazioni e pubblicazioni su aspetti diversi del lavoro svolto sugli archivi e ha pubblicato scritti di approfondimento biografico delle figure documentate da questi archivi.