Ricognizioni sul paesaggio. A Schio

Palazzo da Schio – fino al 15 maggio 2016. Otto artisti dello scatto regalano alla cittadina veneta una profonda riflessione sul destino del paesaggio contemporaneo. Intrecciando sguardi e punti di vista che restituiscono il mosaico sempre mutevole della superficie spaziale.

Uncommon Places an accelerationist aesthetics, Luca Campigotto, installation view at Palazzo da Schio, 2016, photo Daniele Marangoni
Uncommon Places an accelerationist aesthetics, Luca Campigotto, installation view at Palazzo da Schio, 2016, photo Daniele Marangoni

È un’estetica polimorfa quella che si dipana tra le sale di Palazzo da Schio, nell’ambito di Uncommon Places an accelerationist aesthetics, il progetto di Manon Comerio, a cura di Camilla Boemio. Stanze luminose e ampie – reduci da un profondo restauro – ospitano un’indagine sfaccettata, condotta su uno degli argomenti più discussi di sempre, il paesaggio. Letto attraverso l’obiettivo di otto fotografi contemporanei, l’ambiente naturale e urbano reagisce al tempo accelerato dell’attualità, assumendo una gamma di aspetti complementari. Una sospensione densa e critica emerge dagli scatti di Andrea Galvani, Luca Campigotto, Olaf Otto Becker e Hiroyuki Masuyama, che riducono ai minimi termini la presenza umana, delegando alla natura il compito di azzerare la velocità, nell’amplificazione dell’istante. Il tempo si sbriciola in una miriade di granelli di sabbia, invece, nelle opere di Alvaro Sanchez-Montañes, interni di case abbandonate e assalite dal lento avanzare del deserto del Namib. Il volto metropolitano del paesaggio diventa sfondo e soggetto delle immagini proposte da Juliane Eirich e Davide Bramante: implacabili messe a fuoco di dettagli, altrimenti fagocitati dalla velocità dello sguardo, e sovrapposizioni architettoniche in cui il tempo sembra indugiare. Proprio come nel lavoro di Regine Petersen, in cui l’ancestrale velocità di un meteorite trova la sua momentanea e ristoratrice battuta d’arresto nell’azione creativa dell’artista.

Arianna Testino

Schio // fino al 15 maggio 2016
Uncommon Places an accelerationist aesthetics
a cura di Camilla Boemio
artisti: Luca Campigotto, Davide Bramante, Andrea Galvani, Hiroyuki Masuyama, Juliane Eirich, Olaf Otto Becker, Regine Petersen , Alvaro Sanchez-Montañes
PALAZZO DA SCHIO
Via Capitano G. Sella 4
393 7663322
[email protected]

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52731/uncommon-places-an-accelerationist-aesthetics/

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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).