La presenza del futuro. Adrian Tranquilli a Napoli

Museo Archeologico Nazionale, Napoli – fino al 6 giugno. L’itinerario supereroico di Adrian Tranquilli investe gli spazi del museo napoletano con una patina estetica speciale. Creando un “cortocircuito spiazzante, esplicitato sin dall’ossimoro del titolo: Giorni di un futuro passato”.

Adrian Tranquilli, Alien – The Artist, 1998 – installation view at MANN, Napoli 2016 – photo Claudio Abate
Adrian Tranquilli, Alien – The Artist, 1998 – installation view at MANN, Napoli 2016 – photo Claudio Abate

SUPEREROI E ANTIEROI
Popolata da figure supereroiche e antieroiche, da narrazioni mitiche ed epiche, da spazi immaginari che fanno i conti con le brutture della realtà e con un panorama legato alla fine dei grandi racconti, al collasso della politica, al potere tentacolare della finanza e all’avvento della dumbocracy, Giorni di un futuro passato, la retrospettiva di Adrian Tranquilli (Melbourne, 1966) curata da Eugenio Viola al Museo Archeologico Nazionale di Napoli invita lo spettatore a riflettere sulla traccia dell’altro, sull’essenza della propria condizione umana e della propria civiltà.

UN CORTOCIRCUITO SPIAZZANTE
Con uno sguardo socio-antropologico che riveste e investe problematiche di varia natura – tra queste il desiderio umano di dar vita a una figura protettiva e salvifica – Tranquilli disegna un itinerario che, se da una parte racconta la sua ampia ricerca, dall’altra genera uno stridore indovinatissimo che produce analisi costruttive tra miti e supereroi, tra leggende arcaiche e saghe contemporanee. “La scrittura espositiva di questa mostra”, dichiara Eugenio Viola a chi scrive, “è costruita su un confronto serrato tra gli anti-eroi tragici, da sempre protagonisti dell’immaginario di Adrian Tranquilli, e le statue classiche, eroiche per antonomasia, che popolano le sale del Museo Archeologico di Napoli. Un cortocircuito spiazzante, esplicitato sin dall’ossimoro del titolo: Giorni di un futuro passato”.

Adrian Tranquilli, Yoda – The Guardian, 1998 – installation view at MANN, Napoli 2016 – photo Claudio Abate
Adrian Tranquilli, Yoda – The Guardian, 1998 – installation view at MANN, Napoli 2016 – photo Claudio Abate

TRAUMI E MAGIE
Partendo da una serie di lavori del ciclo Future imperfect (1998-1999) – tra cui SUperman-The Man of Steel, Artist-The Alien – Paris – France 1960 (detail), Yoda – The Day After e Yoda – The Guardian – che riprendono la saga cinematografica creata da George Lucas e richiamano alla memoria alcune figure dell’arte come Yves Klein, la mostra prosegue con alcuni Heroes (2000-2005) come Believe e, via via, attraversa i vari periodi quali Know yourself (2002-2004), These Imaginary Boys (2004), The Age of Chance (2005), This is not a love song (2005-2010), Don’t Forget the Joker (2006-2009), All is violent all is bright (2009-2011), In Excelsis (2011-2013) e il recente After the West (2014) per disegnare un mondo magico che assorbe al suo interno i traumi d’oggi.
Tratte dal romanzo V for Vendetta di Alan Moore (con illustrazioni di David Lloyd), le opere della serie After the West (2014) evidenziano, ad esempio, lo strapotere di una minoranza, quella degli alti funzionari che “domina incontrastata sulla maggioranza, ossia sui milioni di persone produttive, e dispone tirannicamente del patrimonio nazionale accumulato dalla collettività” (Beuys).

Adrian Tranquilli, After the West, 2016 – installation view at MANN, Napoli 2016 – photo Claudio Abate
Adrian Tranquilli, After the West, 2016 – installation view at MANN, Napoli 2016 – photo Claudio Abate

UN FUTURO PASSATO
Disseminata in tutto il museo (tra l’altro a Roma, negli spazi dello Studio Stefania Miscetti, è possibile visitare, fino al prossimo 29 luglio, After the West), la retrospettiva incanta per la potenza evocativa di un passato che si riversa continuamente nel presente, in un futuro passato appunto, o in un passato prossimo denso di rimandi, di echi lontani nel tempo che rispondono – e urge rispondere, avvisa Aldo Masullo – alla “straordinaria occasione del presente”.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 6 giugno
Adrian Tranquilli – Giorni di un futuro passato
a cura di Eugenio Viola
MANN
Piazza Museo Nazionale 19
081 4422149
cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale/

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52479/adrian-tranquilli-giorni-di-un-futuro-passato/

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.