La voce del colore. Claude Viallat a Bolzano

Antonella Cattani Contemporany Art, Bolzano – fino al 25 aprile 2016. Materia, forma e colore rappresentano lo sfondo teorico su cui si colloca l’opera di Claude Viallat. Nel rispetto di una regola essenziale: l’unione di materia e colore.

Claude Viallat, Senza titolo, 2013
Claude Viallat, Senza titolo, 2013

Nîmes è la città natale di Claude Viallat (1936), ma è anche la città dove lavora costantemente. La sua è una carriera costellata da presenze nelle più importanti manifestazioni artistiche internazionali (Leo Castelli a New York, La Biennale di Venezia nel 1988) e in terra di Francia, a cominciare dall’esposizione al Pompidou di Parigi nel 1982. La ricerca cromatica è al centro della sua poetica ed è quasi sempre sviluppata su tessuti di ogni genere, dalla tela grezza al raso e al velluto, dai teli industriali ai canovacci vari. I colori, soprattutto acrilici, sono utilizzati con leggerezza o pesantezza in base al supporto tessile scelto. Nel corso del tempo, la galleria di Bolzano ha ospitato tre mostre; quest’ ultima presenta lavori recenti, datati fra il 2013 e il 2014. La sequenza pittorica, di per sé una variazione formale infinita, si ripete, ma nella differenza. Le sue forme quadrangolari e irregolari variano anche nel negativo della forma stessa. Richiamando alla mente, con le dovute cautele “informali”, l’opera del coetaneo Giorgio Griffa.

Claudio Cucco

Bolzano // fino al 25 aprile 2016
Claude Viallat – L’eloquenza del colore
ANTONELLA CATTANI
Via Rosengarten 1a
047 1981884
[email protected]
www.accart.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52130/claude-viallat-leloquenza-del-colore/

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Claudio Cucco
Claudio Cucco (Malles Venosta, 1954) attualmente è residente a Rovereto. I suoi studi di Filosofia sono stati fatti a Bologna, è direttore della Biblioteca di Calliano (TN) e critico d’arte. S’interessa principalmente di arte contemporanea e di architettura e dell’editoria legata a questi due linguaggi. Collabora con il quotidiano L’Adige, con la rivista Arte e Critica e la rivista Nuova Informazione Bibliografica, edita da Il Mulino. Dal 2011 fa parte dei collaboratori di Artribune, dopo aver collaborato per anni a Exibart e precedentemente a Tema Celeste.