L’intimità della Sicilia. Letizia Battaglia a Castelbuono

Museo Civico, Castelbuono – fino al 3 aprile 2016. La fotografa palermitana racconta la Sicilia attraverso gli sguardi di donne e bambine. Un viaggio introspettivo che trascende l’analisi storica e sfiora i luoghi più profondi dell’interiorità.

Letizia Battaglia - Qualcosa di mio - installation view at Museo Civico, Castelbuono 2016 - photo Francesco Lapunzina
Letizia Battaglia - Qualcosa di mio - installation view at Museo Civico, Castelbuono 2016 - photo Francesco Lapunzina

A volte un filo invisibile ma indissolubile lega le persone alla terra in cui sono nate e hanno vissuto. Poi succede che, per una sorta di inspiegabile malia fisiognomica, i volti e le espressioni della gente assumano i caratteri di quella terra, riuscendo a raccontarne la storia, gli umori, le delusioni, le emozioni: è il caso di Qualcosa di mio, la mostra della fotografa Letizia Battaglia (Palermo, 1935) al Museo Civico di Castelbuono. Presentata al pubblico per la prima volta lo scorso agosto presso l’ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica, l’esposizione è un delicato e intenso caleidoscopio di immagini di donne e bambine ritratte nella loro genuinità, fierezza, speranza, disperazione (e in un certo modo completa la grande retrospettiva allestita a Palermo). Volti di siciliane volitive e malinconiche, che non si arrendono ma a volte si rassegnano, dalle mille sfumature esistenziali nonostante il bianco e nero della fotografia. Lontani dalle atmosfere dei delitti di mafia e della cronaca nera, questi scatti raccontano comunque la miseria e la violenza che hanno contraddistinto la Sicilia degli anni di piombo attraverso gli occhi delle vittime e degli innocenti, che fanno da filtro ma soprattutto da specchio su cui riflettersi e ritrovare qualcosa di sé. Per Letizia Battaglia, la fotografia è strumento di “salvezza e verità”, atto di denuncia e anche di redenzione, uno strumento di indagine che trascende il dato di cronaca e apre le porte a un processo di empatica immedesimazione che poi diventa – come lei stessa ammette – “qualcosa di mio”.

Desirée Maida

Castelbuono // fino al 3 aprile 2016
Letizia Battaglia – Qualcosa di mio
a cura di Alberto Stabile e Laura Barreca
MUSEO CIVICO
Piazza Castello
0921 671211
[email protected]
www.museocivico.eu

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/50222/letizia-battaglia-qualcosa-di-mio/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.