Botto & Bruno a Torino. Lirismo suburbano

Fondazione Merz, Torino – fino al 19 giugno 2016. Le rovine delle società avanzate (avanzate dopo la grande abbuffata autofaga della modernità) sono soltanto macerie. Scordarsi Piranesi o Hubert Robert, Winckelmann e i Romantici. La rovina antica, simbolo di alti ideali perduti da dover recuperare, lascia il posto alle macerie di ieri e di oggi, scarna allegoria di una vita civile e sociale degradata, spinta ai margini, abbandonata in quelle periferie che le amministrazioni cittadine odierne tentano di riqualificare usando anche l’arte come medicamento.

Botto & Bruno, Society, you're a crazy breed, 2016 – Fondazione Merz, Torino - photo Andrea Guermani
Botto & Bruno, Society, you're a crazy breed, 2016 – Fondazione Merz, Torino - photo Andrea Guermani

PERIFERIE E REALISMO
Da sempre abitanti della periferia, intesa più come dimensione dello spirito che come luogo fisico, Botto & Bruno (Gianfranco Botto, Torino, 1963; Roberta Bruno, Torino, 1966) rappresentano una voce poetica, una coscienza lucida capace di dare una dignità estetica al brutto, un senso alto (come di rovina, ma questa volta sociale) a ciò che è degradato, offrendo testimonianze, a metà strada tra il crudo realismo e un ermetismo lirico, di questa transizione storica verso la civiltà 2.0 che comporta mutamenti sociali, urbanistici ed etici.
Nella loro ultima personale alla Fondazione Merz propongono un’installazione “unlimited”, un affresco elettronico di un paesaggio suburbano che senza soluzione di continuità si snoda lungo gli alti muri e gli ampi pavimenti della fondazione, recuperata da una centrale termica della Lancia. Costruito a partire da migliaia d’immagini di periferie indagate in quel viaggio agli inferi suburbani che è ormai la traccia specifica di questo duo, il diorama bidimensionale in scala 1:1 accoglie il visitatore e lo inghiotte dentro i colori vividi di edifici smembrati, oggetti abbandonati e cieli che sembrano i fumi di ciminiere.

Botto & Bruno, Society, you're a crazy breed, 2016 – Fondazione Merz, Torino - photo Andrea Guermani
Botto & Bruno, Society, you’re a crazy breed, 2016 – Fondazione Merz, Torino – photo Andrea Guermani

TRA ABBANDONO E BELLEZZA
Da Sironi a Pasolini, la vita di questi scampoli di città, enormi per dimensioni ma ridotti per peso sociale e politico, si potrebbe archiviare come un residuo da riciclare. Falliti i grandi progetti di edilizia suburbana di massa, volti a creare periferie utopiche, resta il desolante mondo dell’abbandono. Fin qui, la mostra del duo torinese intitolata Society, you’re a crazy breed, potrebbe leggersi sotto il segno dell’arte di denuncia.
Ma da qui si apre uno scenario che pone al centro il mondo dell’infanzia e il suo sguardo salvifico. L’introduzione della figura dei bambini, attraverso alcuni video prodotti e musicati dal duo tra il 2006 e il 2016, rende l’esposizione una stratificazione di emozioni e riflessioni, esposte in suggestivi collage e quaderni di appunti. Il lavoro video si snoda tra il Cinema Verità di Cesare Zavattini, con la macchina da presa che insegue i figli della periferia, e l’afflato epico di un Godfrey Reggio o di un Werner Herzog, come si nota nel video aurorale A Concrete City.
Sintesi ambiziosa e culmine di un lavoro decennale, questa mostra non è tanto da vedere quanto piuttosto da “abitare”. Il verde della campagna che Botto & Bruno fanno riemergere abbondante tra le macerie, come dopo la fine della Storia, segna il futuro come un ritorno della natura e forse alla natura; lasciandoci dentro una scenografia in chiaroscuro sulla quale non è ancora calato il sipario.

Nicola Davide Angerame

Torino // fino al 19 giugno 2016
Botto & Bruno – Society you’re crazy breed
a cura di Beatrice Merz e Maria Centonze
FONDAZIONE MERZ
Via Limone 24
011 19719437
[email protected]
www.fondazionemerz.org

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/51485/bottobruno-society-youre-a-crazy-breed/

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Nicola Davide Angerame
Nicola Davide Angerame è filosofo, giornalista, curatore d'arte, critico della contemporaneità e organizzatore culturale. Dopo la Laurea in Filosofia Teoretica all'Università di Torino, sotto la guida di Gianni Vattimo con una tesi sul pensiero di Jean-Luc Nancy, inizia la collaborazione con quotidiani e riviste scrivendo d'arte ma anche di cinema, architettura e cultura contemporanea. In vent'anni di attività ha fondato e diretto, su modello delle Kunsthalle tedesche, la Galleria Civica di Alassio e la Galleria Civica di Andora. Ha fondato e diretto l'associazione culturale "whitelabs. Culture in progress" con sede e spazio espositivo a Milano. Fino ad oggi ha progettato e curato decine di eventi culturali e più di cento mostre personali e collettive di artisti e fotografi, italiani e stranieri, collaborando con istituzioni private e pubbliche in Italia e all'estero. Ha tenuto conferenze sui temi dell'arte e della filosofia in istituzioni italiane e straniere ed ha curato progetti culturali e mostre a New York, Seoul, Bangkok, Parigi, Berlino e Londra. Dopo aver vissuto e lavorato tra Milano e New York, attualmente vive e lavora a Torino, dove insegna Storia dell'Arte Contemporanea presso il Collegio Universitario Luigi Einaudi e dove tiene seminari presso l'Università degli Studi di Torino (cattedra di Estetica). Suoi articoli sono apparsi su Robinson (La Repubblica), L'Unità, Il Manifesto, Art Presse (Paris), Il Mucchio Selvaggio, Exibart, Arte e Critica, Artribune, Segno, FC Fotografia e [è] Cultura.