Guido van der Werve a Roma. E una performance lunga 10 ore

Monitor, Roma – fino al 23 gennaio 2016. L’artista originario dei Paesi Bassi va in scena nella galleria capitolina. “Nummer zeventien killing time attempt one: from the deepest ocean to the highest mountain” è il nome della performance, in versione integrale da Monitor per chi era all’inaugurazione.

Guido van der Werve, Nummer zeventien killing time - attempt one. from the deepest ocean to the highest mountain, 2015 – still da video - courtesy the artist & Monitor, Roma
Guido van der Werve, Nummer zeventien killing time - attempt one. from the deepest ocean to the highest mountain, 2015 – still da video - courtesy the artist & Monitor, Roma

Con la sua ultima performance, presentata integralmente con un video a doppio canale da Monitor durante l’inaugurazione, Guido van der Werve (Papendrecht, 1977) si orienta verso un territorio di conquista. Pur mantenendosi saldamente tra cielo e terra, in perfetto equilibrio tra vacuità e forma, l’artista mette alla prova il proprio corpo con uno sforzo fisico da maratoneta che però si scontra con il limite spaziale della location che lo accoglie. Il riferimento numerico sovraimpresso misura le quote dello svilimento di una corsa verso la sperata destinazione che si concretizza nella ripetizione del gesto per tutta la durata della performance. L’artista evoca lo spazio esterno con una continua proiezione dello spazio interiore. L’azione performativa, della durata di dieci ore in totale, induce a pensare che non esistono spazi assoluti, distanze fisiche, ma solo spazi percepiti in un certo modo e distanze vissute.

Donatella Giordano

Roma // fino al 23 gennaio 2016
Guido van der Werve – Nummer zeventien, killing time – attempt one: from the deepest ocean to the highest mountain
MONITOR
Via Sforza Cesarini 43a
06 39378024
[email protected]
www.monitoronline.org

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/49880/guido-van-der-werve-nummer-zeventien/

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Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".