Ossessioni e trasgressioni in fotografia

Arte Boccanera Contemporanea, Trento – fino al 18 luglio 2015. Non c’è nulla di progettato negli scatti di Dido Fontana, tutto è tecnicamente sbagliato e nasce dal momento. L’intenzione è catturare il reale, esaltandone però gli aspetti più sensuali, al limite del barocco.

Dido Fontana, Untitled, 2015
Dido Fontana, Untitled, 2015

Il corpo è più che mai protagonista della personale di Dido Fontana (Mezzolombardo, 1971). La prima sensazione è di essere immersi in un diario intimo, che riconduce indietro agli scatti di Larry Clark, Nan Goldin, Wolfgang Tillmans. Fin dalla prima sala il corpo dell’artista si proietta attraverso murales che ripropongono i suoi tatuaggi, tra stampe, fotocopie, attrezzi ginnici, in una commistione che fa avvicinare i due mondi di Dido Fontana, arte e moda. Lo spettatore è chiamato a lasciarsi sedurre da ciò che è fuori norma. Nelle sale successive la fusione è soprattutto tra sacro e profano. Riaffiorano oggetti sacri, corpi tatuati, iconografie rivisitate. Non esistono più vincoli ideologici, ma solo l’esperienza del proprio presente.  Attraverso i sensi, l’artista ci proietta nel suo mondo, fatto di situazioni estranee ad etica e ideologia. La fotografia vede la realtà senza raccontarla, offrendo ad ognuno un warholiano quarto d’ora di celebrità.

Antonella Palladino

Trento // fino al 18 luglio 2015
Dido Fontana – Stay Strong (Z)
ARTE BOCCANERA CONTEMPORANEA
Via Milano 128
0461 984206
[email protected]
www.arteboccanera.com

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/44945/dido-fontana-stay-strong-z/

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Antonella Palladino
Ha studiato Storia dell’arte presso le Università di Napoli e Colonia, laureandosi in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi dal titolo “Identità e alterità dalla Body Art al Post-Human”. Ha proseguito la propria formazione alla Fondazione Morra e poi al Mart di Rovereto. Ha collaborato come assistente con la Galleria Umberto di Marino e con Filippo Tattoni -Marcozzi, ex direttore della Goss- Michael Foundation. Nel 2009 si è trasferita in Trentino–Alto Adige dove ha iniziato l’attività di critico scrivendo per Artribune, Juliet Art Magazine, Exibart, Kulturelemente, Salto.bz. Ha curato la mostra Noisy di Gianluca Capozzi, Lichtkammer di Harry Thaler, Walking in Beuys Woods di Hannes Egger e i relativi eventi collaterali. È critico d’arte e docente di Storia dell’arte titolare nella provincia di Pavia.