La pittura desecretata di Jenny Holzer. Al Correr di Venezia

Museo Correr, Venezia – fino al 22 novembre 2015. Il cuore della storica istituzione veneziana apre le porte al recente progetto dell’artista statunitense Jenny Holzer. Una sola stanza condensa un gioco pittorico fatto di segreti e chirurgiche rivelazioni, sullo sfondo di una realtà storica che non lascia scampo.

Nell’anno dedicato alla 56. Biennale d’Arte, i Musei Civici veneziani accolgono uno degli eventi collaterali della rassegna internazionale. La Sala delle Quattro Porte, al centro del Museo Correr, si concede a War Paintings, l’essenziale focus dedicato alle indagini seguite nell’ultimo decennio da Jenny Holzer (Gallipolis, Ohio, 1950) e curato da Thomas Kellein, con la direzione scientifica di Gabriella Belli.
Venti quadri serigrafati, dipinti a olio su lino, rappresentano la summa di una ricerca intrapresa dall’artista americana a partire dal 2001, trasformando la sala 32 in punto di arrivo e partenza di un percorso che investe anche il primo e il secondo piano del museo. Le sei opere datate 2006-2009, nascoste nel flusso della sconfinata collezione d’arte antica e moderna, conducono al cuore dell’esposizione, dove le restanti quattordici tele, realizzate dal 2012 al 2014, regalano una nuova veste a un ambiente museale imbevuto di storia.

Jenny Holzer, DODDOACID 008769 BLUE WHITE, 2008

Jenny Holzer, DODDOACID 008769 BLUE WHITE, 2008

La coesistenza fra tradizione e immediatezza del presente rimbalza dal contesto all’opera, riflettendosi nella tecnica usata dalla Holzer e rispecchiandosi a sua volta nel tema alla base del lavoro. Il ricorso accademico alla serigrafia e alla pittura su lino conferisce ai dipinti un’aura decorativa che stride con il significato delle parole scritte, per lo più a mano, e riprodotte sulla superficie dei quadri.
L’intero progetto fa riferimento a un incredibile corpus di documenti top secret, appartenuti agli Stati Uniti e poi desecratati al termine di una lunga censura, riguardanti le operazioni militari in Afghanistan e Iraq successive all’11 settembre 2001. I file tradotti in pittura dalla Holzer sono appunti, mappe, registrazioni di interrogatori, referti di autopsie e scritti autografi dei detenuti, che trovano nel linguaggio artistico un nuovo mezzo espressivo. Lungi dal suggerire un effetto rasserenante, i War Paintings colpiscono, a una lettura più approfondita, per la concretezza del messaggio.

Jenny Holzer, XX 7, 2013

Jenny Holzer, XX 7, 2013

Lo stridore inizialmente provocato dall’accostamento di tecnica tradizionale e crudeltà recente acquista coerenza nell’insieme dell’opera, diventando un potente strumento espressivo. L’effetto straniante permane, amplificato da una cromia in scala di grigi e blu interrotta da picchi vermigli, capaci di ricondurre l’attenzione all’efferatezza trascritta sulla pelle dell’opera.
Eppure, nonostante l’irrisolvibile violenza a doppio binario che erode le distinzioni tra nemici e vittime, la riflessione della Holzer non esclude l’ipotesi di un’alternativa alla brutalità. La soluzione potrebbe risiedere nel “coraggio salvifico” auspicato dall’artista per le nuove generazioni, vera arma da opporre alla ferocia della realtà.

Arianna Testino

Venezia // fino al 22 novembre 2015
Jenny Holzer – War Paintings
a cura di Thomas Kellein
MUSEO CORRER
San Marco 52
041 2405211
[email protected]
www.correr.visitmuve.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44259/jenny-holzer-war-paintings/

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Arianna Testino

Arianna Testino

Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 a giugno 2023 ha lavorato nella…

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