Trasparenza della pittura. Prima per Henry Chapman

Galleria T293, Napoli – fino al 10 aprile 2015. Esordio espositivo per Henry Chapman, giovane e promettente artista americano. Che nel capoluogo campano porta il suo “Writing”…

Henry Chapman, Sketch for a beheading (detail), 2014 - courtesy of the Artist and T293 - photo Maurizio Esposito
Henry Chapman, Sketch for a beheading (detail), 2014 - courtesy of the Artist and T293 - photo Maurizio Esposito

Con una luce spigolosa e croccante che crea forme appena accennate, macchie leggere ed elegiache, sembianze di figure e di corpi immersi su una superficie cinerea e assorbente, Henry Chapman presenta negli spazi della T293 un progetto speciale che indaga gli orizzonti del realismo per costruire un discorso sul tempo e sulla natura della pittura. Facendo del processo artistico un atto di cancellazione, Chapman propone così un ambiente – undici tele di media e grande dimensione, un video (Future, 2014) e un testo ciclostilato che indica i due estremi anatomici delle sensazioni umane – per introdurre lo spettatore in un campo visivo che, se da una parte esercita una riflessione sul dinamismo della pittura (proprio del gesto futurista), dall’altra attraversa il mondo dell’arte e alcuni drammi della storia con un timbro stilistico volto a registrare, schedare, protocollare le pulsazioni picnolessiche del presente.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 10 aprile 2015
Henry Chapman – Writing
T293
Via dei Tribunali 293
081 295882
[email protected]
www.t293.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/42774/henry-chapman-writing/

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.