Lacrimogeni al Comune. Michele Zaza in mostra alla GNAM di Roma

Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma – fino al 15 febbraio 2015. Ultimi giorni per visitare la mostra di Michele Zaza alla GNAM di Roma. 24 lavori, tra fotografie, dipinti, progetti e installazioni. Per la prima volta in Italia, l’esposizione comprende anche uno dei video che Zaza inizia a produrre dal 1985.

Michele Zaza, Anamnesi,1975-76 - Courtesy Galerie Bouche, Parigi
Michele Zaza, Anamnesi,1975-76 - Courtesy Galerie Bouche, Parigi

Gran parte della ricerca di Michele Zaza (Molfetta, 1948) è incentrata sulla sequenza fotografica che lui stesso definisce “eterno presente” (così titola una delle sue opere), poiché fornisce la totalità di un racconto che è sempre presente e non fluisce. Non è cioè un flusso di immagini che, come avviene in un filmato, costringe l’osservatore a memorizzare la scena precedente.
Io sono l’alba e il tramonto” si legge in uno dei suoi progetti in mostra. Una frase che sembra permeare tutte le opere in esposizione.  Sin dalla prima sala, infatti, le fotografie esposte in sequenza mostrano, in chiave metaforica, una serie di apparizioni e sparizioni, ascese e discese dal cielo. L’artista stesso è protagonista, insieme ai suoi familiari, di una “favola antropologica” che sin dai primi Anni Settanta mette in scena un nuovo vissuto, alternativo rispetto ai limiti di una quotidianità ripetitiva e poco gratificante come quella trascorsa a Molfetta dai suoi genitori, nonché da lui stesso, prima di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Michele Zaza, Simulazione d'incendio, Molfetta 24 dicembre 1970
Michele Zaza, Simulazione d’incendio, Molfetta 24 dicembre 1970

Ed è proprio a Molfetta che è ambientata l’immagine della mostra. Si tratta di una delle tre azioni che portano tutte il titolo Simulazione d’incendio. In questa immagine, risalente al 24 novembre 1970, l’artista si fa fotografare vicino a dei parallelepipedi di legno che stanno per bruciare. La serie esposta documenta, inoltre, il suo lancio di lacrimogeni nella villa comunale di Molfetta, riportando in un contesto assolutamente insolito  lo scenario vissuto negli anni della contestazione giovanile. L’intento di queste azioni era di creare scompiglio in una cittadina dove la vita scorreva nel tempo in maniera del tutto omologata.
L’artista parte dalla propria esperienza personale, dal suo rapporto con la terra di origine, con i suoi genitori, con lo spazio fisico e metafisico, portando avanti un percorso evolutivo che diventa l’arte dell’esistenza, un prototipo di vita ideale.

Donatella Giordano

Roma // fino al 15 febbraio 2015
Michele Zaza – Il confine del mio corpo è il confine del mio mondo

a cura di Angelandreina Rorro
Catalogo Christian Maretti
GNAM
Viale delle Belle Arti 131
06 322981
[email protected]
www.gnam.beniculturali.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/40612/michele-zaza-il-confine-del-mio-corpo-e-il-confine-del-mio-mondo/

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Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".