Giorgio Morandi. Un ospite illustre al MAMbo di Bologna

Osservazione degli antichi e studio accademico sono stati i fondamenti su cui si è innestata tutta l’opera di Giorgio Morandi. Bologna propone una rilettura del rapporto tra il pittore e il passato, allestendo una mostra presso il MAMbo, sede temporanea della collezione pubblica più importante a lui dedicata.

Giorgio Morandi, Natura morta, 1957, olio su tela, Collezione privata
Giorgio Morandi, Natura morta, 1957, olio su tela, Collezione privata

Che ci fa la collezione donata alla città di Bologna dalla sorella di Giorgio Morandi (Bologna, 1890-1964) al MAMbo? Pensata e vincolata al suo allestimento all’interno di Palazzo d’Accursio, dove il museo fu inaugurato il 4 ottobre 1993, l’importante serie di 214 opere – dipinti, disegni e incisioni – è ora ospitata dal Museo d’Arte Moderna della città felsinea a causa di problemi di infiltrazioni d’acqua delle quali è vittima la sede originale, problema aggravato dal devastante terremoto del 2012. Non solo: una parte importante di dipinti è abroad, a Seoul, per una prima personale in Oriente organizzata proprio dal Museo Morandi in occasione delle celebrazioni del 130esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Corea e in vista dell’imminente apertura del National Museum of Modern and Contemporary Art di Deoksugung.
Se per il prossimo futuro non si prevede il rientro della collezione – al MAMbo dal 18 novembre 2012 – a Palazzo d’Accursio, dove i lavori nell’ala danneggiata non sono ancora iniziati, i progetti del museo sono tuttavia ambiziosi e puntano sulla promozione della conoscenza del pittore bolognese, in Italia e all’estero. Alla fine del 2015 infatti una mostra itinerante con preziosi materiali sarà allestita in tre città giapponesi – la prima sarà Kōbe – e al termine della mostra in corso a Bologna la collezione verrà riallestita, proponendo nuove letture e approfondimenti delle opere e del loro contesto.

Giuseppe Maria Crespi, Giocatori di dadi, 1740 ca., olio su tela, 58 x 46,5 cm, Museo Davia Bargellini, Bologna
Giuseppe Maria Crespi, Giocatori di dadi, 1740 ca., olio su tela, 58 x 46,5 cm, Museo Davia Bargellini, Bologna

Ma veniamo all’esposizione Morandi e l’antico: questa è disposta per aree tematiche che comprendono le sezioni Oltre il genereTempo e composizioneL’Incisione e La poetica dell’oggetto, e le connessioni che si instaurano permettono indagare il rapporto del pittore con l’antico, come recita appunto il titolo della mostra. Tra i celebri paesaggi e le nature morte con bottiglie, tra le incisioni e i fiori delicati, infatti, trovano posto alcune opere di autori che hanno segnato profondamente la formazione e la poetica di Morandi, il quale era anche attento e raffinato collezionista: si tratta di Vitale da Bologna, presente con due tempere su tavola di soggetto sacro; di Giuseppe Maria Crespi con i suoi Giocatori di dadi; di Rembrandt van Rijn con una straordinaria incisione (Nudo femminile disteso – La negra sdraiata del 1658) appartenuta allo stesso Morandi; e di Federico Barocci con un’altra acquaforte.
Oggi sono stato in Municipio a vedere i due laterali del trittico di Vitale. Sono veramente stupendi; molto più belli, almeno per me, della parte centrale della Galleria Bargellini…”: sono le parole di Morandi stesso a ricondurre il visitatore nel suo quotidiano e inevitabile approccio all’arte del passato, allo studio delle fonti della figura e delle tecniche pittoriche, dall’uso dei colori e dei leganti all’alchimia di metallo, cera e acido che sta alla base dell’acquaforte. Non si dimentichi, in particolare, che Morandi insegnò ininterrottamente proprio la tecnica dell’acquaforte all’Accademia di Belle Arti dal 1930 al 1956.
Ad arricchire il percorso, la recente installazione Eroded Landscape di Tony Cragg e le fotografie di Jean-Michel Folon scattate in parte nello studio di via Fondazza e in parte in quello dell’amata casa di Grizzana, oltre a testimonianze video dei maggiori critici che si sono occupati di Morandi.

Rembrandt van Rijn, Nudo femminile disteso (La negra sdraiata), 1658, acquaforte, bulino e puntasecca su rame, 80 x 157 mm, Casa Morandi, Bologna
Rembrandt van Rijn, Nudo femminile disteso (La negra sdraiata), 1658, acquaforte, bulino e puntasecca su rame, 80 x 157 mm, Casa Morandi, Bologna

L’itinerario bolognese non si conclude però al MAMbo: presso lo studio di via Fondazza 36, infatti, è stato ricostruito l’atelier di Morandi, comprensivo di vasi, bottiglie, conchiglie e modelli di studio originali, e pure l’abitazione di Grizzana – nonostante sia gestita da un’altra istituzione – è a tutti gli effetti parte di un percorso di conoscenza che ruota attorno al grande artista.

Marta Santacatterina

Bologna // fino al 3 maggio 2015
Morandi e l’antico: Vitale da Bologna, Barocci, Rembrandt e Crespi
MAMBO
Via Don Minzoni 14
051 6496611
[email protected]
www.mambo-bologna.org

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/39793/morandi-e-lantico/

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.