“Il vuoto vivace” di Nebojsa Despotovic. A Trento

Arte Boccanera Contemporanea, Trento – fino al 10 maggio 2014. Una mostra esistenzialista. “L’essere e il nulla” è la condizione dell’artista di fronte alla tela vuota. Per Maja Ciric, curatrice indipendente, il momento creativo è un atto di fiducia che si compie davanti al vuoto. Come nei silenzi di Nebojsa Despotovic.

Nebojsa Despotovic, S.T., 2013

Silenzio come frattura e affermazione. A essere rivendicata è la libera scelta di non appartenere. La frattura con il luogo natale, la Serbia, e con quello della formazione, l’Italia, rappresenta l’esperienza di una terra vuota.  Risponde a un bisogno di assoluto nel senso di absolutus, ovvero sciolto da legami, condizionamenti. Sono i silenzi, i vuoti che si ritrovano nelle opere di Nebojsa Despotovic (Belgrado, 1982; vive a Berlino). Pause che impediscono a immagini evocative del passato collettivo di ognuno di essere identificate con realtà precise. Immagini decontestualizzate eppure familiari a tutti. Sono ritratti, interni, nature morte, generi classici della pittura che l’artista, attraverso un’ulteriore frattura con il proprio passato, restituisce con differenti tecniche: dall’acrilico e décollage su tela o su legno al ricamo di cotone su iuta. La forma si fa più rarefatta, figura e sfondo si invadono a vicenda, tanto che è impossibile percepirne l’interezza.

Silent fracture rappresenta un processo di maturazione che tende all’astrazione, con una maggiore attenzione al segno, soprattutto nelle raffigurazioni di interni. Anche i ritratti appaiono frammentati, le dense ombre diventano buchi da colmare. L’artista sembra gettare un ponte oltre la propria biografia per creare un discorso esistenzialista. Tralascia la rappresentazione dell’infanzia della produzione antecedente, che aveva condotto la critica a ravvisarvi un cordone ombelicale con la cultura del sud-est europeo, e crea un proprio spazio culturale individuale. Una mostra, dunque, con un dichiarato intento di rottura con il passato.

Antonella Palladino

Trento // fino al 10 maggio 2014
Nebojsa Despotovic – Silent Fracture
a cura di
Maja Ciric
ABC – ARTE BOCCANERA CONTEMPORANEA
Via Milano 128 
0461 984206 / 340 5747013
[email protected]
www.arteboccanera.com

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Antonella Palladino
Ha studiato Storia dell’arte presso le Università di Napoli e Colonia, laureandosi in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi dal titolo “Identità e alterità dalla Body Art al Post-Human”. Ha proseguito la propria formazione alla Fondazione Morra e poi al Mart di Rovereto. Ha collaborato come assistente con la Galleria Umberto di Marino e con Filippo Tattoni -Marcozzi, ex direttore della Goss- Michael Foundation. Nel 2009 si è trasferita in Trentino–Alto Adige dove ha iniziato l’attività di critico scrivendo per Artribune, Juliet Art Magazine, Exibart, Kulturelemente, Salto.bz. Ha curato la mostra Noisy di Gianluca Capozzi, Lichtkammer di Harry Thaler, Walking in Beuys Woods di Hannes Egger e i relativi eventi collaterali. È critico d’arte e docente di Storia dell’arte titolare nella provincia di Pavia.