Il rosso e il nero: Guttuso tra pittura e segno

Galleria de’ Bonis, Reggio Emilia – fino al 13 marzo 2014. Colori e tratto, forma e significato: una mostra allestita in due tranche in sequenza documenta un Guttuso poco conosciuto. Tra dipinti e bozzetti, disegni per una serie di tarocchi e bozzetti per costumi teatrali.

Renato Guttuso, Mimise che dorme, 1941, olio su tela, courtesy Galleria de Bonis

La sua è una pittura sensoriale, che della realtà ci trasmette non solo un’immagine vivida e forte ma tutti i suoi odori, i suoi profumi, tutto il suo chiasso e i suoi fruscii”. Tra una Natura morta che fa l’occhiolino a Cézanne e un disegno con Contadini fortemente debitore a Picasso, alla Galleria de Bonis di Reggio Emilia si è deciso di esporre l’opera di Renato Guttuso (Bagheria, 1911 – Roma, 1987): una piccola esposizione che è frutto di una paziente ricerca sul mercato artistico e che può rivelare sorprese piacevoli agli appassionati del maestro di Bagheria. Pur sinteticamente, è rappresentata l’intera vicenda di Guttuso, dall’olio raffigurante i Tetti di Palermo agli schizzi con corpi di donne formose, dal tema del lavoro – interessante La passata di pomodori, del 1976 – ai disegni satirici. Da non perdere gli acquerelli originali per la serie di litografie dei Tarocchi, le cui figure tradizionali sono rivisitate in chiave attuale, e l’Autoritratto ideale, una tavolozza su cui si appoggia una rosa, e una mano – quella dell’artista – che attinge con un pennello il rosso, il colore di Guttuso.

Marta Santacatterina

Reggio Emilia // fino al 13 marzo  2014
Guttuso, pittura senza tempo
GALLERIA DE’ BONIS
Viale dei Mille 44b
0522 580605
[email protected]
www.galleriadebonis.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.