Estroflessione della pittura in Giuseppe Teofilo

Per la sua prima personale negli spazi della Galleria Annarumma di Napoli, Giuseppe Teofilo propone una serie di “Floating painting” e di “Maschere”. Fino al 20 luglio, per spingere la pittura al di là della tela e mostrare un sapore di mare irripetibile e raro.

Giuseppe Teofilo, Maschera, 2013, plastica, cm 43x30x10, courtesy Galleria Annarumma, Napoli

Essenziale e organica, la personale di Giuseppe Teofilo (Monopoli, 1981) concepita per gli spazi della Galleria Annarumma mette in campo una serie di Floating painting, opere a parete che, se da una parte richiamano alla memoria i frammenti anatomici e gli animali di Pino Pascali e seguono una ricerca sulle barche a dondolo del 2009, dall’altra estroflettono la tela per destituire i luoghi propri della pittura e sintetizzare l’incresparsi del mare o alcuni organismi costieri (come il phylum echinodermato).

Accanto a questi dipinti galleggianti (leggeri e frizzanti) che esprimono appieno una forma di genius loci indimenticabile, tre Maschere realizzate mediante l’incastro di mollette per il bucato (in plastica e in legno) evidenziano un atteggiamento linguistico caratterizzato dalla costante ricerca di materiali che ritornano alle origini della vita. A un primitivismo estetico, a una identità originaria e a un’atmosfera che trasformano la crescita della coscienza in intuizione intellettuale.

Antonello Tolve

Napoli // fino al 20 luglio 2013
Giuseppe Teofilo
GALLERIA ANNARUMMA
Via Carlo Poerio 98
081 0322317
[email protected]
www.annarumma.net

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Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.