Cyprien Gaillard: rovina e rivelazione

Milano, Caserma XXIV Maggio. Durante la preview di “Rubble and revelation” – mostra griffata Fondazione Trussardi – i giornalisti sono moltissimi. Gaillard si muove inquieto, distaccato, al di sotto di un cappello nero, a falda larga. L’artista non rilascia interviste. Artribune riesce invece ad avvicinarlo. Ecco cosa ne è uscito.

Cyprien Gaillard - Rubble and revelation - veduta della mostra presso la Caserma XXIV Maggio, Milano 2012 - courtesy Fondazione Trussardi

Bisogna scriverlo e ricordarlo: questa non è, e non sarà mai solo una mostra personale”, sottolinea accalorandosi Cyprien Gaillard (Parigi, 1980; vive a Berlino) durante la preview di Rubble and Revelation. “Questa è la mia prima vera opera totale, quasi architettonica”, rimarca Gaillard. “Basta ascoltare come si distribuisce il suono, che funge da cassa di risonanza. Basta sentire fin dove arriva e come riempie lo spazio, per accorgersi della differenza di questo percorso. Non ho mai provato una sensazione così totale, di così estrema completezza dei miei lavori inseriti all’interno di uno spazio. È la prima volta che una mia mostra così grande esce dalle sale di un museo per diventare qualcosa d’altro.
Nessun luogo pubblico, infatti, nessuna istituzione italiana, fino a oggi, ha mai ospitato una retrospettiva di Gaillard. Il panificio militare della Caserma XXIV Maggio è gremito di giornalisti e telecamere. L’artista francese si sposta inquieto, nomade di se stesso, da una sala all’altra, per non farsi fermare né riconoscere. Alcuni amici e assistenti lo seguono a distanza, alle spalle, per proteggerlo da eventuali resse, proprio come il cappello che indossa, nero, a falda larga. “Ho avuto poco tempo per decidere come inserire, come allestire i miei lavori”, prosegue Gaillard, isolandosi in un angolo della seconda sala, “ma il dialogo continuo, fittissimo e di profonda intesa che ho instaurato con Massimiliano [Gioni, N.d.R.] mi ha restituito le giuste idee per dare forma a ‘Rubble and revelation’. Sono arrivato in questi spazi per la prima volta solamente a giugno, qualche mese fa. E il panificio è davvero enorme”.

Cyprien Gaillard – Rubble and revelation – veduta della mostra presso la Caserma XXIV Maggio, Milano 2012 – courtesy Fondazione Trussardi

Infatti, su una superficie di 800 mq, Rubble and revelation include e riunisce, fra gli altri lavori, 66 teche (Geographical analogies) trasposte direttamente da R.U. del Centre Pompidou e contenenti 594 polaroid. Le adiacenti sale buie accolgono tre video: il ben noto Pruitt-Igoe Falls del 2009, l’astratto Real Remnants of Fictive Wars V del 2004 e il sensazionale, poetico nonché recentissimo Prelude (Dragged) del 2012, proiettato in pellicola 35mm, tale e quale a com’è stato girato.
Da ricordare per ultime, ma non per ordine di importanza, le tre nuovissime serie di lavori, presentati per la prima volta in assoluto, rispettivamente, e in ordine di percorso: i frottage a grafite dei tombini di diverse città del mondo (Gates, 2012); la serie di cartoline strappate, nella seconda sala,(New Picturesque, 2012); infine le piattaforme luminose rappresentate da teche romboidali contenenti frammenti di meteoriti e fotografie in bianco e nero, allestite nella quinta e nella sesta sala (Millions into Darkness, 2012).

Cyprien Gaillard – Rubble and revelation – veduta della mostra presso la Caserma XXIV Maggio, Milano 2012 – courtesy Fondazione Trussardi

Dal 20 gennaio, l’artista francese, verrà definitivamente celebrato con un personale al PS1, curata da Klaus Biesenbach, direttore del MoMA PS1 e Chief Curator at Large del MoMA. Archeologo del contemporaneo, esegeta minimale di civiltà, rovine e paesaggi abbattuti, Gaillard sta per inaugurare un percorso che, al posto del titolo, porta il suo stesso nome e che, come un ricognitore, si inoltrerà, fra gli altri, nei ben noti Cities of Gold and Mirrors, del 2009, Artefact del 2011 e anche nella serie fotografica appena esposta Geographical Analogies del 2006. Non è difficile immaginare, nelle sale newyorchesi, una fantasmagoria fissa di passaggi e demolizioni, segni di una nuova monumentalità umana della distruzione.

Ginevra Bria

Milano // fino al 16 dicembre 2012
Cyprien Gaillard – Rubble and revelation, rivelazioni e rovine
a cura di Massimiliano Gioni
CASERMA XXIV MAGGIO
Via Vincenzo Monti 59
02 8068821
www.fondazionenicolatrussardi.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.