La vertigine ferma di Gianluca Lombardo

Una stanza murata e resa inaccessibile al pubblico diventa il contenitore del buio. È il vuoto, ma soprattutto l’abisso quello a cui dà forma Gianluca Lombardo. Ed è una cecità viscerale da osservare immobili da un trampolino sospeso. Fino al 7 ottobre, negli spazi dell’Accademia Abadir di Catania, in coda per incontrare l’ignoto.

Gianluca Lombardo - Abissale - veduta della mostra presso l'Accademia Abadir, Catania 2012

Lo scontro improvviso con il buio è spiazzante, ma può essere anche accogliente e attrattivo. Come una forza sconosciuta che ti risucchia nel suo vortice caldo e ospitale. Intorno all’abissale e alle diverse sensazioni che si possono provare di fronte a un baratro è l’intervento ambientale di Gianluca Lombardo (Catania, 1966). Stravolgendo alcuni spazi dell’Accademia Abadir (sede che ormai si conferma quale luogo sperimentale sostituendosi ai musei che in Regione tardano a decollare), l’artista ricostruisce la condizione ideale per fare esperienza dell’ignoto. Non un luogo alieno o altro, ma lo spazio interiore. Quello intimo e viscerale che fa paura, come tanta morte che tendiamo a rifuggire e che non chiamiamo più nemmeno con il suo nome.
Attraverso un dispositivo scenico, Lombardo prende invece per mano, accompagnando lo spettatore sino alla sosta di fronte al precipizio, a quell’abisso scomodo che è l’inconscio. Su un trampolino, non appena l’occhio inizia a fidarsi dell’oscurità, ci si muove visivamente tra piccole fessure e ombre vane. E, come dinnanzi a un cratere, tra il desiderio di spingersi oltre restando immobili e il salto impavido, la vertigine è lì. Un brivido fermo.

Claudio Cravero

Catania // fino al 7 ottobre 2012
Gianluca Lombardo – Abissale
ACCADEMIA DI BELLE ARTI ABADIR
Via Leopardi 8
095 7252310
[email protected]
www.abadir.net

 

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Claudio Cravero
Claudio Cravero (Torino, 1977). Curatore di base a Dubai, dal 2014 al 2018 è direttore artistico della sezione contemporanea del Museo King Abdulaziz Center in Arabia Saudita. La sua ricerca indaga l’arte contemporanea quale forma di resistenza contro la censura pubblica nell’area del Golfo e del Medio Oriente. Dal 2008 al 2014 è co-direttore artistico presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino dove, con Piero Gilardi, si è occupato di ecologia culturale e socially engaged art. Nel 2014 è curatore di Onufri Prize, promosso dalla National Gallery of Fine Arts di Tirana, Albania. Ha inoltre collaborato con il Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea (2004-2006) e con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2002-2004). È membro di comitati di giuria internazionali (Coal e Domaine de Chamarande, entrambi a Parigi) ed è lecturer e coordinatore del Master in Curatorial Practice presso lo IED di Venezia. È infine autore di saggi raccolti in diversi cataloghi e articoli pubblicati su art magazine e blog (Artribune, Roma; Sleek Magazine, Berlino; Freemuse, Copenaghen).