Impasti urbani

Nella dichiarazione d’intenti, una citazione da Calvino. Perché “Le città invisibili” sono una suggestione imprescindibile per architetti, ingegneri e naturalmente artisti. E per tutti quelli che rendono l’ambiente urbano protagonista della loro ricerca. A Parma, nello spazio Audiomedica, fino al 24 settembre.

Andrea Terenziani - Armonie del passato - 2012

Orizzonti evanescenti ˗ talvolta polverosi o avvolti dalla nebbia ˗ che lasciano intravedere città, sagome deserte immerse in atmosfere sospese. Le skyline geometriche, essenziali ed evocative sono rese possibili mediante una tecnica assimilata in lunghi anni di mestiere, tra polveri naturali e artificiali, sabbie, resine, stucco, gesso, reti e stoffe.
Andrea Terenziani (Parma, 1965) nasce all’interno del contesto paterno, quello edile, del restauro e dell’uso delle resine: è un tecnico dei materiali con cui riesce a sperimentare una resa concreta della propria poetica incentrata sugli spazi del vivere quotidiano. Luoghi che, come le tele su cui stende gli impasti densi, sono i suoi, e li firma con un’impronta, quasi sempre al centro del dipinto: un piccolo quadrato nero che cattura lo sguardo.

Marta Santacatterina

Parma // fino al 24 settembre 2012
Andrea Terenziani – Città dell’anima
a cura di Camilla Mineo
SPAZIO AUDIOMEDICA
Strada della Repubblica 49
340 2751314
audiomedicart.blogspot.com

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.