Nuoce gravemente alla salute

La mostra di Rita Soccio svela l’inquinamento quotidiano del nostro corpo. “Warning” suona come un monito che fa riflettere sul nostro stile di vita. Con l’obiettivo di modificarlo. Alla Galleria Marconi di Cupra Marittima, fino al 13 maggio

Rita Soccio - Warning - veduta della mostra presso la Galleria Marconi, Cupra Marittima 2012

L’arte senza etica è pura estetica”: lo ribadisce con forza Rita Soccio (Pescara, 1971) in ogni sua opera presente in mostra. Il titolo efficace, Warning, suona come un mantra ed è supportato da un sottile ma efficace allestimento che suscita inevitabilmente la riflessione. Una serie di fotografie svelano la nocività degli indumenti che indossiamo, una serra piena di verdure contaminate con il deodorante per ambienti, hamburger che non si decompongono: la denuncia di Rita Soccio è netta e disarmante.

L’artista utilizza installazioni, disegni e fotografie per informare dell’avvelenamento giornaliero che subiamo, anche a nostra insaputa. Affascinano i video con i metalli pesanti, che danzano dando vita a forme sinuose di intrinseca pericolosità. L’avvertimento di Soccio crea una sconcertante consapevolezza: quasi tutto nuoce gravemente alla salute.

Federica Mariani

Cupra Marittima // fino al 13 maggio 2012
Rita Soccio – Warning
a cura di Elisa Mori
GALLERIA MARCONI
[email protected]
www.siscom.it/marconi

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Federica Mariani
Classe 1982, Federica Mariani ha due lauree magistrali, una in storia delle arti e l’altra in economia delle arti conseguite presso l’Università Ca' Foscari di Venezia e ha collaborato per alcuni progetti con la Biennale di Venezia. Ha frequentato il Master Internazionale in Management dei Beni e delle Attività Culturali alla European School of Management di Parigi, sempre nella capitale francese ha lavorato per il centro d’arte digitale Le Cube e la Galleria Alberta Pane. Dal 2012 al 2019 ha lavorato per la Fondazione Marche Cultura come social media specialist. Si è occupata spesso di Street Art e ha collaborato con PopUp! Festival. Attualmente vive ad Anversa e lavora presso il Museum Hof van Busleyden di Mechelen. È giornalista dal 2006, scrive articoli sul mondo dell’arte contemporanea e realizza interviste a livello internazionale.