Dello sguardo penetrante della fotografia

Catalogare le forme dell’artigianato locale per vederle da una prospettiva diversa. Vivere l’architettura attraverso lo scatto fotografico. Mario Cresci per Carpi: una ricerca in situ che va oltre il site specific. Fino al 29 gennaio.

Mario Cresci – Dentro le cose - courtesy Palazzo dei Pio, Carpi 2011

A volte in arte, come in pubblicità, un semplice enunciato può acquisire un potere rivelatore. Il titolo del progetto di Mario Cresci (Chiavari, 1942) per il Palazzo dei Pio di Carpi si colloca perfettamente in questa traiettoria. Con l’espressione Dentro le cose, infatti, si può facilmente alludere alla ricerca e alla relativa installazione fotografica che l’artista ligure ha dedicato alle sagome di legno utilizzate per realizzare i cappelli tipici dell’artigianato carpigiano. Percorrendo i corridoi in cui si snoda l’esposizione è possibile osservare un progressivo processo di analisi degli oggetti praticato attraverso la permanenza della forma circolare, dell’inquadratura e della composizione dell’immagine.
Nell’allestimento di questa prima parte, le stampe sono installate riproducendo la foggia della classica teca museale contenente reperti, una dopo l’altra con estremo rigore geometrico. Tale ripetizione risulta, allo stesso tempo, funzionale all’indagine profonda dei manufatti registrati attraverso l’obiettivo ed evocativa di un particolare presente nella pavimentazione del cortile esterno.

Mario Cresci – Dentro le cose - courtesy Palazzo dei Pio, Carpi 2011

Dentro le cose come dichiarazione di un’osservazione ficcante dell’architettura, dei suoi dettagli e del loro rapporto con la luce. Una serie di enormi riproduzioni fotografiche, dal peso quasi scultoreo, si susseguono nelle logge seguendo il ritmo scandito dalle arcate: da un lato descrivendo con andamento cinematico il passaggio della luce, dall’altro annotando il movimento dei tendaggi che ricoprono gli infissi.
Per fare un esempio, nella Sala della Torre dell’orologio Cresci punta la lente su due specchi con cornice cesellata e toletta marmorea: nello scatto lo specchio subisce la capacità riflettente di cui solitamente è padrone, proponendo al visitare uno slittamento percettivo.
È un’esplorazione degli ambienti perché, attraverso la ripresa fotografica, lo sguardo si concentra su particolari altrimenti non focalizzati, ma, al contempo, le immagini racchiudono il racconto degli istanti necessari al singolo scatto e agli intervalli tra gli scatti in sequenza.

Mario Cresci – Dentro le cose - courtesy Palazzo dei Pio, Carpi 2011

Non a caso, nel testo che accompagna la mostra, il curatore Luca Panaro definisce l’operare di Cresci come una “misurazione” (dalla prassi che l’artista denominava negli anni ’70), termine che può essere usato indifferentemente per le dimensioni dello spazio o per la durata del tempo. Dentro le cose è inoltre un ottimo pretesto per scoprire il contenitore che la ospita, un gioiello museale della provincia italiana troppo poco conosciuto, come accade a molti altri nel suo genere.

Claudio Musso

Carpi // fino al 29 gennaio 2012
Mario Cresci – Dentro le cose
a cura di Luca Panaro
Catalogo APM
PALAZZO DEI PIO
Piazza Martiri 68
www.mariocrescidentrolecose.it


Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).