I disordini popolari di una canadese dolceamara

Cinque episodi ambientati in una Londra futuribile. Tra delitti e relitti, utopia e distopia, in mostra i “disordini popolari” di Melanie Gilligan. La saga dell’artista canadese torna a Torino. Fino al 16 luglio, da Soffiantino.

Melanie Gilligan - Popular Unrest - 2010 - still da video

Prendendo spunto dal mondo della televisione e dalla struttura a episodi delle fiction series, Popular Unrest di Melanie Gilligan (Toronto, 1979) è una riflessione sulla natura delle società capitalistiche, tra sogni, buone speranze e derive ontologiche. Se nel primo episodio Londra è teatro di omicidi inspiegabili, nelle altre quattro puntate si dispiegano dodici personaggi, accomunati dall’esser regolati dalle volontà di ciò che l’artista chiama “Lo Spirito”: una sorta di divinità astratta. Entità temuta e alla quale si porta rispetto, il riferimento dello Spirito è al capitale, al profitto e all’utile che governa soprattutto le relazioni. Alienando libertà e soggettività, ogni cosa è determinata dallo scambio: idea aperta e in un certo senso comunitaria, ma che vede nel video i disoccupati pagare i loro debiti alla società in energia fisica o malati multati per non aver saputo prevenire le malattie. Tra proiezione e finzione, in Popular Unrest non è l’economia a mangiarsi la politica, ma la politica a divorare l’economia.

Claudio Cravero

Torino // fino al 16 luglio 2011
Melanie Gilligan – Popular Unrest
www.francosoffiantino.com / www.popularunrest.org

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Claudio Cravero
Claudio Cravero (Torino, 1977). Curatore di base a Dubai, dal 2014 al 2018 è direttore artistico della sezione contemporanea del Museo King Abdulaziz Center in Arabia Saudita. La sua ricerca indaga l’arte contemporanea quale forma di resistenza contro la censura pubblica nell’area del Golfo e del Medio Oriente. Dal 2008 al 2014 è co-direttore artistico presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino dove, con Piero Gilardi, si è occupato di ecologia culturale e socially engaged art. Nel 2014 è curatore di Onufri Prize, promosso dalla National Gallery of Fine Arts di Tirana, Albania. Ha inoltre collaborato con il Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea (2004-2006) e con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino (2002-2004). È membro di comitati di giuria internazionali (Coal e Domaine de Chamarande, entrambi a Parigi) ed è lecturer e coordinatore del Master in Curatorial Practice presso lo IED di Venezia. È infine autore di saggi raccolti in diversi cataloghi e articoli pubblicati su art magazine e blog (Artribune, Roma; Sleek Magazine, Berlino; Freemuse, Copenaghen).