Graffiti ad alto volume

Street Art a tre dimensioni per la mostra estiva della Civica di Modena. Un pool di grandi nomi per sondare le strategie di fuoriuscita dal muro. Dai protagonisti degli esordi newyorchesi agli arcinoti gemelli brasiliani. Più qualche “intruso”. “Kindergarten” è aperta fino al 18 settembre.

Os Gemeos - Senza titolo

Non si smette mai di parlare di arte urbana. Tra i continui richiami delle cronache – che contrappongono il partito del vandalismo a quello dell’artisticità – le centinaia di iniziative spuntate su tutto il territorio nazionale in seguito al bando del Ministero della Gioventù e qualche presa di posizione biennalesca. L’attenzione sul movimento resta alta.
Così capita che un museo, in collaborazione con alcune realtà locali (Sartoria, Slam Jam, Fondazione De Mitri), decida di offrire i suoi spazi alle ricerche plastiche di alcuni dei più famosi graffitisti. Sotto l’ala protettrice di due figure storiche come Futura2000 e Mode2, accompagnati da un pioniere dello sviluppo tridimensionale come Delta (che in città avevano lasciato traccia con il progetto DeFuMo, documentato in un’area video), il percorso espositivo si compone di interventi realizzati per l’occasione uniti dal tema del gioco e dell’infanzia, da cui il titolo Kindergarten.

Mode2 - Belly In The Grove, Ladbroke Grove - Londra, ottobre 2009

Con l’installazione di Os Gemeos, composizione audiovisiva di altoparlanti e strumenti dipinti, si chiude il comparto street. Al quale vengono affiancati i due impertinenti Mickey Mouse di Kostas Seremetis e un imponente soundsystem di Tom Sachs. Il tutto condito durante l’opening da un dj set di Howie B.
Restiamo sempre in attesa di una lettura critica ed efficace del fenomeno, in grado forse di evitare la supposta subalternità rispetto all’arte “ufficiale”.

Claudio Musso

Modena // fino al 18 settembre 2011
Kindergarten
a cura di Giorgio De Mitri
www.comune.modena.it/galleria

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Claudio Musso
Critico d'arte e curatore indipendente, la sua attività di ricerca pone particolare attenzione al rapporto tra arte visiva, linguaggio e comunicazione, all'arte urbana e alle nuove tecnologie nel panorama artistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Archeologia e Storia dell’arte presso l'Università di Bologna, ateneo dove aveva precedentemente conseguito la laurea triennale e specialistica. Attualmente è docente di Fenomenologia delle arti contemporanee e di Teoria della percezione e psicologia della forma presso l’Accademia G. Carrara di Belle Arti di Bergamo dove ricopre il ruolo di Coordinatore del corso di Pittura, insegna inoltre Linguaggio della visione presso Spazio Labo’ a Bologna. Tra il 2007 e il 2011 ha collaborato con il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna per la ricerca scientifica e per l'organizzazione di conferenze e incontri. Ha partecipato in qualità di curatore e di membro di giuria a festival internazionali (LPM - Live Performers Meeting, Roma – Minsk; roBOt - Digital Paths into Music and Arts, Bologna) ed è stato invitato come relatore a convegni e conferenze in Italia e all’estero (tra le altre AVANCA | CINEMA International Conference Cinema, Art, Technology - Cineclub Avanca, Portogallo; VIII MAGIS – International Film Studies Spring School - Università di Udine, Gorizia; Artscapes - An Interdisciplinary Conference on Art and Urban Scapes - University of Kent, Canterbury). Dal 2004 al 2011 è stato collaboratore di Exibart.com e Exibart.onpaper, dove dal 2008 dirigeva la rubrica visualia. Prende parte al network Digicult e collabora con il magazine di cultura digitale Digimag. Scrive regolarmente per Artribune. Ha pubblicato numerosi articoli, testi critici e saggi, il più recente si intitola Dalla strada al computer e viceversa (Libri Aparte, Bergamo 2017).