Lagomarsino. Colonialismo a tinte rosa

Uno svedese che vive in Brasile e che rappresenta la Danimarca alla Biennale. Configurazioni geopolitiche complesse, in mostra a Bolzano. Fino al 4 giugno, all’arge kunst, in mostra c’è Runo Lagomarsino.

Runo Lagomarsino - Violent Corners

Runo Lagomarsino (Lund, 1977; vive a San Paolo), che vedremo al Padiglione Danimarca della Biennale, riconduce il potere coloniale a una dimensione intima. La firma di Francisco Pizarro, che diede inizio alla colonizzazione del Sudamerica senza saper né leggere e né scrivere, invade gli spazi bolzanini astraendosi in elemento decorativo ripetuto sulle pareti rosa della galleria. Simbolo dello strappo di una civiltà secolare per un Nuovo Mondo modellato da una visione eurocentrica e progressista.

La fiducia nella ragione dell’architettura modernista del Parco Ibirapuera di Oscar Niemeyer mostra il suo lato oscuro quasi per contrappasso in 27 diapositive delle crepe del Marquise do Parque. A voler rivendicare un’identità violata, assumono la forma del Sudamerica. In The G in Modernity Stands for Ghosts in una scatola bruciano le terrae incognitae del Pianeta, quelle mai abitate o esplorate, mai raggiunte dalla sete di dominio. Il Non-Mondo.

Antonella Palladino

Bolzano // fino al 4 giugno 2011
Runo Lagomarsino –
Violent Corners
a cura di Luigi Fassi
www.argekunst.it

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Antonella Palladino
Ha studiato Storia dell’arte presso le Università di Napoli e Colonia, laureandosi in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi dal titolo “Identità e alterità dalla Body Art al Post-Human”. Ha proseguito la propria formazione alla Fondazione Morra e poi al Mart di Rovereto. Ha collaborato come assistente con la Galleria Umberto di Marino e con Filippo Tattoni -Marcozzi, ex direttore della Goss- Michael Foundation. Nel 2009 si è traferita in Trentino–Alto Adige dove ha iniziato l’attività di critico scrivendo per Artribune, Juliet Art Magazine, Exibart, Kulturelemente, Salto.bz. Ha curato la mostra "Noisy" di Gianluca Capozzi, "Lichtkammer" di Harry Thaler, "Walking in Beuys Woods" di Hannes Egger e i relativi eventi collaterali. È critico d’arte e docente di Storia dell’arte titolare nella provincia di Pavia.