Minima photographica

Quarta puntata all’Ex Ospedale Sant’Agostino. Con altrettanti protagonisti dello scatto all’italiana. Per una tripletta di mostre griffate Fondazione Fotografia di Modena.

Olivo Barbieri - dalla serie Flippers 1977-1978 - 1977-78 - courtesy Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Fotografia di paesaggio, ma non solo. La mostra non ha un titolo tematico, solo un numero: quattro perché è la quarta esposizione, ma anche quattro come i protagonisti. Partendo dalle opere di Vittore Fossati, una delle quali ha segnato la storia della fotografia italiana (Oviglio, Alessandria, del 1981, con cui partecipò al Viaggio in Italia di Luigi Ghirri), passando alle ricerche sulle aree industriali di Guido Guidi, uno dei primi fotografi a essersi dedicato alle aree marginali della provincia: soggetti ritratti con pellicola di grande formato e stampati direttamente per contatto.

Al centro, un omaggio alle più significative serie di Walter Niedermayr, mentre in conclusione spiccano i colori vivaci dei Flippers di Olivo Barbieri, della quotidianità dei paesaggi familiari all’artista, accentuati dalla saturazione dei toni. Una mostra forse dedicata al disincanto della visione, all’atto semplice e sensibile del guardare, attraverso l’obiettivo, le realtà minime e le tracce umane.

Marta Santacatterina

fino al 5 giugno 2011
Quattro

a cura di Filippo Maggia

www.fondazionefotografia.it

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.