Nel videogioco Palworld dove i Pokémon sono armati di pistole 

Il successo del videogioco Palworld ha provocato tante polemiche perché sottolinea verità fastidiose sull’industria videoludica

Nelle due settimane successive al suo lancio, più di 19 milioni di persone hanno giocato a Palworld di Pocketpair, soprannominato sin dal suo primo traileril Pokémon con le pistole”.12 milioni di queste persone lo hanno comprato su Steam, la principale piattaforma digitale di distribuzione di videogiochi per computer, dove ha ottenuto il secondo posto per numero di utenti contemporaneamente in gioco nella storia della piattaforma (più di 2 milioni di persone). E tutto questo anche se Palworld è realizzato da un piccolo e poco noto studio ed è in “accesso anticipato”, cioè non è ancora disponibile in una versione considerata sufficiente a un vero e proprio lancio e continua a essere ampliato e aggiornato. Il successo di Palworld e le polemiche che ha generato ci danno l’occasione di capire molto dell’industria del videogioco. 

Palworld, il videogioco survival con i Pokémon 

L’efficace definizione di “Pokémon con le pistole” che ha contribuito alla fortuna di Palworld chiarisce in realtà poco come sia effettivamente giocarlo. Si tratta di un videogioco “di sopravvivenza,” un genere che ha una certa popolarità su computer con titoli come DayZ di Bohemia Interactive e Rust di Facepunch Studios (entrambi rilasciati in accesso anticipato nel 2013). In questi videogiochi, solitamente poco ricchi di intreccio narrativo, ci troviamo in ambientazioni ostili e interconnesse rappresentate come selvagge e scarsamente antropizzate, dove dobbiamo recuperare risorse e cibo per sopravvivere e ripercorrere l’intero progresso tecnologico occidentale. Dal raccogliere legna con asce di pietra alla realizzazione di impianti elettrici e fabbriche, costruendo basi sempre più grandi e automatizzate. In effetti, ci vuole molto tempo per impugnare una pistola in Palworld. Il celebre Minecraft di Mojang (Microsoft), giocato ogni mese da 140 milioni di persone, è un buon esempio di questi “simulatori di frontiera”, anche se permette una creatività solitamente assente in questo genere. Alla formula, Palworld aggiunge i Pal: le creature mostruose (ma dall’aspetto giocoso) che vivono nel suo mondo e che possono essere catturate all’interno di sfere portatili per essere usate per combattere o per aiutarci nella nostra base. Insomma, Palworld è un videogioco di sopravvivenza, ma con mostri catturabili come nella serie Pokémon di Nintendo, Creatures e Game Freak (cioè la joint venture The Pokémon Company). 

Le polemiche sul successo di Palworld 

La somiglianza tra i Pal e alcuni Pokémon è tra l’altro notevole, al punto che ci sono state subito accuse di plagio e di violazione del diritto d’autore e diverse persone si sono messe a confrontare i modelli tridimensionali delle creature dei due giochi (The Pokémon Company ha detto di star investigando). Pocketpair è stata persino accusata di aver usato intelligenze artificiali generative per copiare i Pokémon. A noi pare che per molte persone Palworld sia stato uno scioccante disvelamento. È stata l ‘occasione di vedere chiaramente i meccanismi di copia e iterazione che mandano avanti tutta l’industria videoludica, soprattutto quella mainstream, quella che crea videogiochi per computer poco potenti e smartphone. Fuori dalla retorica che nasconde questi aspetti nei “videogiochi di prestigio” per costosi PC da gaming e console di nicchia, chiusi in una bolla che Palworld penetra e fa scoppiare. Perché Palworld, come quasi tutti i videogiochi davvero popolari e di successo, non ha alcuna intenzione di fare arte, di problematizzare, di tradire le aspettative: Palworld si pone come servizio, e ha avuto successo perché fornisce esattamente un servizio che molte persone volevano e chiedevano anche piuttosto esplicitamente. Generazioni sono cresciute con i videogiochi di Pokémon, senza che i videogiochi di Pokémon crescessero con loro. Palworld dà a queste persone ciò che desiderano: la formula e persino i design di Pokémon, ma in un genere oggi popolare e con i toni più realistici e cupi ricercati sia dagli adulti sia dagli adolescenti che si fingono adulti. In Palworld c’è azione caotica e una progressione ripetitiva ma quindi affidabile, certa, e continua. Ci sono interazioni sorprendenti e inaspettate e l’esplorazione libera e senza frizioni del videogioco “open world” che può essere affrontato in tanti modi diversi e giocato anche con altre persone online. È perfetto per le dirette su piattaforme di live-streaming come Twitch, per la condivisione di video su YouTube e TikTok e per persone che dopo un giorno di lavoro sono troppo stanche e troppo tristi per arte che problematizzi e tradisca le aspettative. È, insomma, come quasi tutti gli altri videogiochi, ma lo è con una franchezza fastidiosa che il suo successo e la sua presenza su Steam e su console non ci permettono di ignorare.

Matteo Lupetti 

Palworld di Pocketpair è disponibile per PC, Xbox One e Xbox Serie S e X ed è compreso negli abbonamenti Game Pass di Microsoft. Acquistalo qui.

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Matteo Lupetti

Matteo Lupetti

Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico…

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