I videogiochi del mese. Le uscite di aprile

Dai videogame narrativi a quelli “wholesome”, una panoramica sulle uscite videoludiche del mese scorso.

Per la nostra consueta rassegna mensile delle uscite videoludiche abbiamo scelto tre videogiochi con una forte componente narrativa (Ashwalkers, Before Your Eyes e Say No! More), un videogioco puzzle (Buildings Have Feelings Too!) e Cozy Grove, che ci dà l’occasione di discutere di cosa siano i videogiochi wholesome, una tendenza tanto importante da avere ormai un suo evento annuale online (lo Wholesome Direct, che nel 2021 si terrà il 12 giugno).

‒ Matteo Lupetti

1. ASHWALKERS

Ashwalkers di Nameless XIII, Dear Villagers e 24 Entertainment

Ashwalkers è un videogioco narrativo a bivi in cui accompagniamo un gruppo di sopravvissuti a una catastrofe climatica verso quello che sperano essere un rifugio sicuro dove poi far trasferire la loro intera comunità. Ashwalkers colpisce soprattutto per i suoi ritmi lenti, persi in devastati paesaggi in bianco e nero in cui i personaggi procedono passo passo raccogliendo risorse e incontrando animali in cerca di prede, altre persone e ostacoli naturali da superare. La gestione delle risorse raccolte (la legna per tenerci al caldo, il cibo e il necessario per curare le ferite) ha un ruolo importante, come spesso accade in questi “videogiochi survival,” ma è piuttosto semplice e Ashwalker si concentra invece sulle scelte che facciamo nel nostro percorso, sulle strade che decidiamo di imboccare e su come affrontiamo le opportunità e le difficoltà che ci troviamo di fronte per raggiungere uno dei 34 possibili finali. Notevole anche come, a differenza di altre opere post-apocalittiche, Ashwalkers si astenga dal rappresentare l’umanità come ridotta a un disperato e perenne homo homini lupus, preferendo raccontare la sua voglia di cooperare e di sopravvivere insieme.

Ashwalkers di Nameless XIII, Dear Villagers e 24 Entertainment è disponibile per PC.

https://dearvillagers.com/project/ashwalkers/

2. BEFORE YOUR EYES

Before Your Eyes di GoodbyeWorld Games e Skybound Games

In Before Your Eyes siamo un’anima raccolta da un traghettatore e portata ai confini dell’aldilà, dove il traghettatore dovrà raccontare la nostra vita e convincere una misteriosa entità ad accoglierci nell’oltretomba. Prima di poter raccontare in modo convincente la nostra storia, però, il traghettatore deve conoscerla, ed ecco che la ripercorriamo dalla nascita alla morte, in piccole scene a volte separate da pochi secondi, a volte da anni. La particolarità di Before Your Eyes è che tutto questo è controllato usando il mouse, per guidare lo sguardo (funzionerebbe ancora meglio in Realtà Virtuale, attualmente non supportata), e usando il battito dei nostri occhi, registrato dalla telecamera del nostro computer. Per quanto i controlli dei videogiochi implichino sempre azioni fisiche (movimenti delle mani, delle dita), le persone normodotate, soprattutto se abituate al medium, tendono a dimenticare questo stretto rapporto tra corpo e mondo digitale, un rapporto che Before Your Eyes svela usando movimenti che normalmente ignoriamo. La meccanica è inserita piuttosto bene (non sempre perfettamente però) nella narrazione di una buona storia ma, dopo un anno di pandemia, la cosa più interessante di Before Your Eyes è forse il modo in cui ricontestualizza le nostre webcam, dispositivi che videochiamate su Zoom ed eventi online ci hanno obbligato a conoscere.

Before Your Eyes di GoodbyeWorld Games e Skybound Games è disponibile per PC.

www.beforeyoureyesgame.com

3. BUILDINGS HAVE FEELINGS TOO!

Buildings Have Feelings Too! di Blackstaff Games, e Merge Games e Maple Whispering

Buildings Have Feelings Too! è un videogioco a scorrimento orizzontale (in cui cioè ci muoviamo solo a destra o a sinistra, sull’asse orizzontale) basato sul piazzare edifici lungo le strade di una città. Più che un “simulatore di città,” nello stile del celebre SimCity, Buildings Have Feelings Too! è un videogioco puzzle, perché dobbiamo costruire, destinare a uno scopo e mettere nel giusto ordine gli edifici giusti in modo da sfruttarne le sinergie, ed evitare di accoppiare attività tra loro incompatibili, per soddisfare una precisa serie di obiettivi. Buildings Have Feelings Too! vorrebbe raccontare come gli edifici possano cambiare utilizzo e reinventarsi con il cambiare delle epoche e delle necessità, ma i suoi controlli, meccaniche e menù sono particolarmente confusi. E anche se la provocazione iniziale (“anche gli edifici hanno dei sentimenti”, come dice il titolo) ha un suo fascino, alla fine le necessità espresse dagli edifici parlanti e animati di Buildings Have Feelings Too! sono meramente le necessità delle persone che occupano quei luoghi. Nel gioco gli uffici sono contenti se hanno vicino un ristorante per la pausa pranzo, ma in realtà sono i loro lavoratori a esserne contenti, per esempio.

Buildings Have Feelings Too! di Blackstaff Games, Merge Games e Maple Whispering è disponibile per PC, PlayStation 4, Nintendo Switch e Xbox One.

www.mergegames.com/buildings-have-feelings-too

4. COZY GROVE

Cozy Grove di Spry Fox e The Quantum Astrophysicists Guild

Cozy Grove è un esempio interessante della tendenza commerciale dei “videogiochi wholesome”, a cui abbiamo già accennato. Si tratta di videogiochi, quasi sempre indipendenti o pubblicati da piccoli editori, nati un po’ in risposta alla violenza e alle atmosfere spesso definite “mature” dei videogiochi promossi dalla grande editoria.
I videogiochi wholesome sono pieni di messaggi positivi e incoraggianti, i loro colori sono brillanti, la loro sintesi grafica spesso rimanda all’infanzia, le loro meccaniche sono semplici, il cast dei loro personaggi punta a inclusività e diversità e a volte hanno giusto una punta di malinconia accompagnata da qualche invettiva contro il capitalismo. Giochi che vogliono confortare, ma che spesso (come quasi sempre accade nei videogiochi) lo fanno attraverso meccaniche simili a quelle della vita reale reinterpretate in chiave consolatoria. Ci dicono “qua andrà tutto bene,” o “qua i tuoi sforzi saranno finalmente riconosciuti.” In Cozy Grove siamo una piccola scout che deve aiutare gli orsi parlanti e fantasma che abitano un’isola piena di folletti. È un gioco adatto alle piattaforme mobile, come gli smartphone, e ci chiede 20-30 minuti di attenzione al giorno per soddisfare le crescenti richieste degli spettrali animali, che spesso ci chiedono di cercare oggetti sparsi per l’isola per consegnarli o usarli come risorse per creare altri oggetti, con cui possiamo anche pian piano personalizzare l’ambientazione. Ecco quindi che il “confortante” Cozy Grove diventa un piccolo secondo lavoro, un ammassare risorse, sempre più risorse, seguendo le direttive dei nostri orsi/manager nel tempo libero che ci lascia il nostro lavoro reale.

Cozy Grove di Spry Fox e The Quantum Astrophysicists Guild è disponibile per PC, Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One e dispositivi iOS (tramite abbonamento ad Apple Arcade).

https://cozygrovegame.com/

 

5. SAY NO! MORE

Say No! More di Studio Fizbin e Thunderful Publishing

In un mondo in cui dire “no” è vietato interpretiamo un giovane stagista sottopagato e sfruttato che trova una audiocassetta di auto-aiuto che gli insegna a dire “no” sul posto di lavoro e a opporsi a tutte le angherie. Capitolo per capitolo, scaliamo la gerarchia dell’azienda sino infine a raggiungerne l’Amministratrice Delegata, liberandoci di chi ci sbarra la strada a colpi di “no” e sbloccando nuovi modi per dire “no” e per indebolire i nostri avversari e guadagnare coraggio. In un altro gioco questo spunto sarebbe sviluppato per creare meccaniche puzzle in cui dobbiamo scoprire la giusta combinazione di mosse e “no” per indebolire e poi sconfiggere i nostri tirannici colleghi e superiori. In Say No! More questa varietà di meccaniche diventa più un modo per farci esprimere liberamente, per lasciarci dire “no” come vogliamo lungo un percorso in gran parte lineare, e ammiriamo questo totale disinteresse per quelle meccaniche che ci aspetteremmo in un videogioco. Resta da vedere se una simile esperienza può davvero incoraggiare le persone a dire più spesso “no” sul posto di lavoro (e nella vita privata) e a unirsi con i loro colleghi nel dire “no” più spesso, o se Say No! More è invece l’ennesima esperienza virtuale catartica (e “wholesome”) che lascia il mondo reale immutato e anzi contribuisce a sfogare altrove le nostre frustrazioni.

Say No! More di Studio Fizbin e Thunderful Publishing è disponibile per PC, Mac, Nintendo Switch e dispositivi iOS.

www.saynomo.re

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Matteo Lupetti
Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico del festival di narrazioni di realtà CreteCon.