I videogiochi del mese. Le uscite di gennaio

Una panoramica sui videogiochi usciti lo scorso mese, fra laghi artificiali e foreste piene di scoiattoli.

Come di consueto, abbiamo scelto cinque tra le uscite videoludiche del mese scorso e le abbiamo provate e raccontate per voi. In A Painter’s Tale: Curon, 1950 e NUTS progresso e cementificazione minacciano mondo naturale e umano. Ma ha senso distinguere questi due ambiti? Cab Ride e Sunlight mostrano le potenzialità di nuovi modi di pensare il videogioco e la sua produzione, dall’accettazione di precisi limiti tecnici alla scelta di creare i modelli 3D attraverso la pittura in Realtà Virtuale. Infine c’è TOHU, una tradizionale avventura punta-e-clicca basata sulla risoluzione di enigmi e caratterizzata da un notevole stile illustrativo.

Matteo Lupetti

1. A PAINTER’S TALE: CURON, 1950

A Painter’s Tale Curon 1950 di Monkeys Tales Studio, IVIPRO, Sofia Abatangelo e Marta Ascari

Nel 1950 il paese di Curon, in Trentino-Alto Adige, fu demolito e allagato dalla costruzione di una diga per la produzione di energia idroelettrica, facendo nascere l’attuale lago artificiale di Resia. L’unica struttura che non venne distrutta fu il campanile romanico della chiesa, e ancora è possibile vederlo spuntare dal lago. Il videogioco A Painter’s Tale: Curon, 1950 racconta, comprimendo un po’ la cronologia, i mesi precedenti alla distruzione del paese, e si concentra soprattutto sulle tragiche conseguenze che questi eventi ebbero sulla popolazione locale. È un videogioco piuttosto breve e lineare, basato sull’aggirarsi all’interno di Curon (nei panni di un pittore arrivato lì dal futuro) e sull’interazione con gli altri personaggi, ma sa sfruttare bene le meccaniche e le strutture del medium ed è accompagnato da approfondimenti storici che riescono a essere contemporaneamente brevi e dettagliati. Particolarmente interessante l’aspetto visivo: A Painter’s Tale riprende lo stile a cubettoni popolarizzato da videogiochi come Minecraft, ma lo riserva solo ai personaggi umani, a oggetti artificiali o comunque manipolati dagli esseri umani e a creature addomesticate. Se in Minecraft la realtà è insomma di per sé una risorsa sfruttabile, composta da cubi pronti a essere estratti dal mondo di gioco e a essere riutilizzati per le nostre creazioni, in A Painter’s Tale è l’essere umano a trasformare la realtà in una risorsa da sfruttare. A Painter’s Tale: Curon, 1950 di Monkeys Tales Studio, Matteo Lollini, IVIPRO, Sofia Abatangelo e Marta Ascari è disponibile per PC e Mac.

2. CAB RIDE

Cab Ride di Powersaurus (immagine da itch.io)

Cab Ride di Ben Jones (Powersaurus, e la colonna sonora è di Stephen Jones) è un simulatore di treni in cui dobbiamo guidare un convoglio lungo un percorso generato proceduralmente, cioè da algoritmi. Il videogioco non ha veri obiettivi: in teoria dovremmo fermarci e aspettare che i semafori che incontriamo ci diano il permesso di continuare la corsa e dovremmo fermarci alle stazioni per far salire e scendere i passeggeri, e alla fine possiamo anche ottenere punteggio in base a come abbiamo svolto il nostro lavoro. Ma possiamo anche ignorare questi obiettivi e non concludere mai il nostro percorso. Possiamo lasciare che il gioco prosegua senza di noi, trasformandolo quasi in un salvaschermo, una sequenza di panorami procedurali, di tunnel e città a bassa risoluzione, mentre si alternano notte e dì.
Cab Ride, che può essere giocato gratuitamente e direttamente sul browser sulla piattaforma itch.io, è sviluppato per la console virtuale Pico-8. Una macchina ispirata alle vecchie console e che non esiste in una forma fisica (nessuno ha in casa un Pico-8 e i suoi giochi girano su normali computer), ma che impone a chi sviluppa giochi con il suo engine, i suoi strumenti, precisi limiti, pensati per incoraggiare la creatività e l’ingegno.

3. NUTS

NUTS di Jonatan Van Hove, Pol Clarissou, Muuutsch, Charlene Putney, Torfi Ásgeirsson e Noodlecake

In NUTS dobbiamo studiare il comportamento degli scoiattoli di una foresta per tentare di bloccare un progetto edilizio che minaccia di distruggerne l’habitat. Ogni giorno disponiamo sino a tre videocamere nell’ambientazione e guardiamo le loro riprese sui monitor della nostra roulotte cercando di cogliere gli scoiattoli e di capirne il percorso. Poi, in base a quello che abbiamo scoperto, riposizioniamo meglio le nostre videocamere e continuiamo a seguire i roditori sino a ottenere lo scatto che ci interessa. Nei vari capitoli di NUTS, ognuno caratterizzato da una diversa ambientazione con una sua specifica tavolozza cromatica, abbiamo obiettivi diversi: a volte dobbiamo seguire gli scoiattoli sino alla loro riserva di ghiande, a volte dobbiamo scoprire da dove arrivano e a volte dobbiamo coglierli in precisi orari. La brevità del gioco (circa tre ore) riesce forse a salvarlo dalla monotonia, perché comunque non c’è una grandissima varietà di situazioni e l’esperienza si limita, appunto, a registrare e seguire il percorso di questi scoiattoli. Ma il suo vero problema sta nel contrasto tra la natura immutabile dei suoi scoiattoli, che meccanicamente ripetono ogni giorno lo stesso percorso incuranti della nostra presenza, e la realtà dinamica dell’impatto dell’essere umano sugli ecosistemi.
NUTS di Jonatan Van Hove, Pol Clarissou, Almut Schwacke (Muuutsch), Charlene Putney, Torfi Ásgeirsson e Noodlecake (con il supporto di altri sviluppatori, tra cui Kalonica Quigley che ha realizzato e animato gli scoiattoli) è disponibile su PC, Mac, Nintendo Switch e dispositivi iOS all’interno dell’abbonamento Apple Arcade.

4. SUNLIGHT

Sunlight di Krillbite Studio

Nel 2013, Krillbite Studio attirò l’attenzione della critica con The Plan, una breve esperienza interattiva sul destino di una mosca, accompagnata da La morte di Aase composta da Edvard Grieg per la messa in scena di Peer Gynt di Henrik Ibsen. Dopo una serie di opere più convenzionali, Krillbite torna a sperimentare con Sunlight, un’opera che potremmo superficialmente descrivere come una passeggiata in soggettiva in un bosco alla ricerca di fiori da raccogliere. Ma la foresta di Sunlight è stata dipinta a mano, tridimensionalmente, grazie al software per la Realtà Virtuale Quill, e mentre camminiamo i suoi alberi, ognuno con una voce diversa, ci sussurrano una storia, accompagnata dall’Inno dei cherubini dalla Liturgia di San Giovanni Crisostomo di Pëtr Il’ič Čajkovskij. “Non sono qui per metterti alla prova, rilassati e basta” dice all’inizio del videogioco la voce narrante. Un’esperienza quasi meditativa, che dura circa trenta minuti.
Sunlight è disponibile per PC sulla piattaforma di distribuzione Steam.

5. TOHU

TOHU di Fireart Games e The Irregular Corporation

In un mondo fantastico, abitato da adorabili creature in parte meccaniche, una bambina capace di trasformarsi in un forzuto robot deve trovare il modo di riparare il sacro motore del suo pesce-pianeta, sabotato da una misteriosa entità. TOHU è una tradizionale avventura grafica punta-e-clicca, una serie di ambientazioni in cui ci muoviamo e con cui interagiamo attraverso clic del mouse per parlare con personaggi, manipolare macchinari, raccogliere oggetti e alternare i due personaggi (la bambina e il robot) per risolvere gli enigmi che bloccano il nostro cammino e vari minigiochi (brevi momenti con meccaniche diverse rispetto al resto dell’esperienza). Il suo punto di forza è evidentemente il suo aspetto visivo ricco di dettagli e animazioni ma, purtroppo, la possibilità di alternare due diversi personaggi non è particolarmente ben sfruttata e i puzzle sono estremamente arbitrari. In qualche modo, tali puzzle non sembrano esageratamente fuori posto nel mondo misterioso di TOHU, e un buon sistema di suggerimenti permette di avere chiarimenti nei momenti più difficili, ma manca comunque la volontà di usare questi enigmi per raccontare qualcosa. Ed è un peccato, perché la storia di TOHU ha ottime intuizioni, soprattutto nel suo finale, e sarebbe stato interessante poterla effettivamente giocare invece di vederla solo raccontare come intermezzo ai momenti di gioco.
TOHU di Fireart Games e The Irregular Corporation è disponibile per PC, Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One e Google Stadia.

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Matteo Lupetti
Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico del festival di narrazioni di realtà CreteCon.