I videogiochi del mese. Le uscite di dicembre

Torna il consueto appuntamento con le novità più succose nel mondo dei videogiochi, raccontate mese per mese.

Dicembre 2020 è stato un mese ricco di interessanti uscite per il mondo del videogioco, e come al solito ne abbiamo scelte cinque di cui parlarvi. Tra queste, quattro sono originali reinterpretazioni di generi piuttosto definiti: Alba: Missione natura è un “open-world” (in stile Assassin’s Creed) ma dalle dimensioni ridottissime e non violento, Haven è un “dungeon crawler” con combattimenti a turni (in stile Final Fantasy) ma semplificato e cooperativo e Orwell’s Animal Farm e Suzerain mescolano racconto interattivo e videogioco gestionale, un genere in cui dobbiamo amministrare aziende o intere nazioni. Il quinto gioco è Cyberpunk 2077 di CD Projekt RED, perché sembrava impossibile parlare dei videogiochi usciti a dicembre 2020 senza includere una delle opere più chiacchierate degli ultimi anni.

Matteo Lupetti

1. ALBA: MISSIONE NATURA

Alba Missione natura di Ustwo Games

In Alba: Missione natura (Alba: A Wildlife Adventure in inglese) interpretiamo Alba, una bambina che va a trovare i nonni sull’isola mediterranea dove vivono e lì decide di opporsi alla costruzione di un hotel di lusso che minaccia una trascurata riserva naturale. Dobbiamo fotografare e catalogare gli animali (tutti caratterizzati dai loro versi reali), raccogliere rifiuti, riparare infrastrutture e materiali informativi e salvare la fauna locale per riconnettere la popolazione dell’isola alla sua natura e convincere così gli abitanti a firmare una petizione contro la costruzione dell’ecomostro.
Alba: Missione natura è un tipico videogioco open-world, basato sulla libera esplorazione di un’ambientazione, come definito dalla tradizione di serie come Grand Theft Auto e Assassin’s Creed, arricchito però da una progressione basata su oggetti che ci permettono di eseguire nuove azioni e raggiungere nuove aree. Ma, come A Short Hike di Adam Robinson-Yu e Mark Sparling, è soprattutto un interessante esempio di come gli studi indipendenti stiano cercando di reinterpretare il genere open-world (noto per la dimensione delle sue mappe, la ripetitività delle sue attività e il gran numero di ore necessarie per completare le opere che ne fanno parte) in formati più brevi (Alba: Missione natura dura 3-4 ore) e con contenuti adatti a un pubblico più piccolo.
Alba: Missione natura di Ustwo games è disponibile per PC, Mac e dispositivi Apple (come parte dell’abbonamento Apple Arcade) e arriverà nel 2021 anche su Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Serie S e X.

2. CYBERPUNK 2077

Cyberpunk 2077 di CD Projekt

I “looter shooter” sono videogiochi che mescolano la ricerca di bottini (“loot”), generati almeno in parte casualmente e contenenti armi sempre più potenti, e le meccaniche dei videogiochi in soggettiva incentrati sul combattimento con armi da fuoco (“shooter”), come il classico Doom. Con Cyberpunk 2077, CD Projekt RED, studio polacco noto per la trasposizione videoludica della serie di romanzi fantasy della Saga di Geralt di Rivia di Andrzej Sapkowski, porta questo genere nell’ambientazione del gioco di ruolo cartaceo Cyberpunk di Mike Pondsmith e nella sua città simbolo, Night City, ispirate a opere come Blade Runner di Ridley Scott e Neuromante di William Gibson. Dalle dichiarazioni rilasciate da CD Projekt RED durante il lungo sviluppo è chiaro che il gioco dovesse essere qualcosa di più ambizioso e complesso, e di questa ambizione (come spesso accade) restano chiare tracce nell’opera completa. Per esempio, la dettagliatissima, affollatissima e anche affascinante ricostruzione della città svolge solo funzione di sfondo quasi statico alle nostre avventure. È chiaro che lo sviluppo (nonostante alcuni rinvii) sia stato affrettato, ed è noto che almeno nell’ultimo anno CD Projekt RED sia stato costretto a turni di lavoro continui e snervanti per riuscire a chiudere l’opera entro il 2020. Il risultato è una raccolta di storie cyberpunk belle (la narrazione tradizionale resta il punto di forza di CD Projekt RED) ma costrette in un immaginario di quarant’anni fa e usate come scusa per un gioco meccanicamente piuttosto debole, convenzionale e ricco di problemi su PC, PlayStation 5 e console Xbox di nuova generazione. E su PlayStation 4 e Xbox One Cyberpunk 2077 è tanto instabile da essere stato ritirato dalla vendita (in formato digitale) su console Sony. Cyberpunk 2077 è disponibile per PC, PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Serie S e X, Xbox One e Google Stadia.

3. HAVEN

Haven di The Game Bakers

Nel videogioco fantascientifico Haven, Yu e Kay sono due amanti in fuga su un lontano pianeta disabitato, costituito da isole fluttuanti nel vuoto. Haven è un dungeon crawler molto semplificato, un videogioco in cui esploriamo un labirinto (le cui stanze sono in questo caso le isole fluttuanti) e combattiamo a turni contro nemici.
Il modo in cui Haven rielabora e affina le meccaniche del genere è brillante (pur non sempre perfettamente riuscito e chiaro), ma il cuore dell’opera sono i dialoghi tra Yu e Kay, le scene della loro quotidianità. Haven è pieno di quei momenti dolci, divertenti, imbarazzanti ed eccitanti di cui è spesso fatta la vita di una giovane coppia appena andata a vivere insieme. Anche se il videogioco non sembra interessato a descrivere i conflitti che possono nascere in una relazione e il rapporto tra Yu e Kay non ha alcuna crescita o evoluzione, questi intermezzi narrativi salvano l’opera da una certa ripetitività, dovuta anche alla esagerata monotonia dell’ambientazione. Noi consigliamo di giocare Haven in compagnia: grazie alla semplicità delle sue meccaniche, alla sua accessibilità e alla sua modalità per due giocatori, Haven incoraggia a condividere la sua esperienza con un’altra persona (preferibilmente, quella con cui stiamo insieme) con cui alternarsi alla guida dei due personaggi, coordinarsi in battaglia e discutere quale linea di dialogo vada scelta durante le conversazioni tra Yu e Kay. Notevole la colonna sonora elettronica composta da Danger. Haven di The Game Bakers è disponibile su PC, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Serie S e X e sarà disponibile su PlayStation 4 e Nintendo Switch dal 4 febbraio 2021.

4. ORWELL’S ANIMAL FARM

Orwell’s Animal Farm di Nerial, The Dairymen ed Emily Short (immagine da YouTube)

Orwell’s Animal Farm ci mette al comando della fattoria degli animali dell’omonimo romanzo di George Orwell, allegoria degli eventi che dalla rivoluzione russa portarono alla dittatura stalinista. Più che l’opportunità di giocare liberamente con una fattoria governata dai suoi stessi animali (e quindi con la Russia rivoluzionaria che la fattoria rappresenta), simulata attraverso una serie di meccaniche ludiche e computazionali, Orwell’s Animal Farm va considerata una versione giocabile del libro, un vero e proprio adattamento interattivo dell’opera di Orwell, fedele anche nelle sue antiquate rappresentazioni classiste (le pecore, per esempio, restano simbolo del popolo ignorante per sempre costretto a seguire un pastore). È possibile decidere come gestire i lavori nella fattoria (il raccolto, le riparazioni, le difese…) e fare in casi ben specifici scelte diverse rispetto a quelle del romanzo, ma il percorso del gioco tende a non allontanarsi mai troppo da quello originale. Anche i vari finali possibili sono sempre piuttosto negativi, come quello originale (anche qui presente) in cui i maiali, leader della rivoluzione, tradiscono ogni ideale e diventano simili agli umani. Sembra esserci una totale sfiducia nella possibilità di cambiare lo status quo, una sfiducia che viene spesso associata a La fattoria degli animali (un libro per questo molto amato negli Stati Uniti), ma che non apparteneva in realtà a Orwell, un socialista che voleva raccontare come non esistesse “una buona dittatura” (“a benevolent dictatorship,” come scrisse in una lettera indirizzata a Dwight Macdonald).
Orwell’s Animal Farm di Nerial, The Dairymen ed Emily Short è disponibile per PC, Mac e dispositivi mobili Android e iOS.

5. SUZERAIN

Suzerain di Torpor Games e Fellow Traveller

In Suzerain (chiaramente ispirato a Hidden Agenda, videogioco del 1988 di Trans Fiction Systems e Springboard Software) interpretiamo Anton Rayne, nuovo presidente della nazione di Sordland, da poco emersa da un periodo di dittatura, in un mondo immaginario ma privo di elementi fantastici e pesantemente ispirato al nostro immediato secondo dopoguerra. Suzerain usa poche e semplici statistiche (il budget governativo e personale) ed evita di ridurre la politica a un mero gioco di gestione e ottimizzazione di risorse e punteggi, concentrandosi invece sulla costruzione di una trama ricca di personaggi ben caratterizzati. È una storia interattiva che, clic dopo clic, dialogo dopo dialogo, riunione dopo riunione, racconta una nazione e la vita, privata e pubblica, del suo presidente, mettendoci di fronte a miriadi di scelte ricche di sfumature, conseguenze (non sempre immediatamente chiare) e ramificazioni. Iniziamo plasmando la vita del nostro protagonista, dalla sua infanzia alla sua carriera politica, e poi, quando siamo in carica, ci troviamo di fronte a riforme costituzionali, leggi di iniziativa parlamentare da approvare, budget da bilanciare tra i vari ministeri, delicati equilibri internazionali (anche nel mondo di Suzerain esiste una guerra fredda tra due superpotenze), minacce di guerra, recessioni economiche, minoranze prive di diritti, una famiglia bisognosa di attenzioni, scandali politici, offerte e opportunità di corruzione, compromessi necessari.
Suzerain è sia un ottimo esempio di come alcuni videogiochi stiano mettendo in primo piano narrazione e meccaniche narrative, sia un’opera matura sul fare politica e sulle sfide e le soluzioni che, anche oggi e nella realtà, la politica si trova davanti. Suzerain di Torpor Games e Fellow Traveller è disponibile per PC e Mac.

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Matteo Lupetti
Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico del festival di narrazioni di realtà CreteCon.