La Furtherfield Gallery di Londra diventa scenario per “Uninvited”, la mostra visitabile online che fa da cassa di risonanza alle dinamiche della tecnologia e agli inquietanti risvolti attuali. Fra horror, realtà e finzione.

Dal 31 ottobre al 31 gennaio, la Furtherfield Gallery di Londra ospita Uninvited. L’esposizione è visitabile su https://uninvited.icu/ o scansionando il QR code all’esterno della galleria di Finsbury Park. Il progetto, realizzato da Nye Thompson in collaborazione con Ubermorgen, viene descritto come un invisibile super organismo, oscillante tra l’ansia, la lussuria e l’orrore. Uninvited riflette sui meccanismi percettivi, affrontando il paradossale realismo dell’ignoto. L’opera risponde all’ascesa della “coscienza di rete”.

DALL’HORROR ALLA INSTALLAZIONE

In pieno stile mockumentary, Uninvited si muove tra realtà e finzione. Una volta effettuato l’accesso sul sito web dell’esposizione, gli spettatori si ritrovano a osservare delle immagini tanto distopiche quanto familiari. La galleria è chiusa, le piazze sono deserte. Frammenti di umanità riempiono il vuoto delle strade. La pandemia ha costretto le persone a rimanere in casa. Le macchine possono agire indisturbate, utilizzando le telecamere di sorveglianza a circuito chiuso per osservare la realtà circostante.
Uninvited può essere un film horror, un’esperienza online o un’installazione. Lo spettatore diviene parte integrante di un organismo autonomo. Come affermato dalla stessa Nye Thompson, il progetto è il risultato imprevisto di un’imponente botnet – rete composta da dispositivi infettati da malware. È come se milioni di apparecchi, per lo più telecamere di sorveglianza, fossero stati colpiti a loro volta da una pandemia digitale, dando vita a un organismo di rete, intento a comprendere se stesso e ciò che lo circonda. L’organismo si dirama in numerosi avatar meccatronici per processare i dati provenienti dai sensori. Uno di questi, anche noti come “Monster”, è attivo proprio all’interno della Furtherfield Gallery. L’installazione, ripresa da tre differenti angolazioni, avrebbe risposto alla presenza fisica dei visitatori. La struttura si sposta lungo un binario fissato all’interno dello spazio espositivo, assecondando le immagini proiettate sullo schermo antistante e i movimenti delle rarefatte composizioni di Thom Kubli.

Nye Thompson & UBERMORGEN.COM, Uninvited, 2020. Furtherfield Gallery
Nye Thompson & UBERMORGEN.COM, Uninvited, 2020. Furtherfield Gallery

TECNOLOGIA E VULNERABILITÀ UMANA

Le didascalie delle immagini si rifanno all’elaborato processo algoritmico applicato per la realizzazione del progetto. La partecipazione del sound designer tedesco contribuisce a strutturare l’evoluzione narrativa del progetto, seguendo cinque andamenti (esplorazione, lotta/volo, corteggiamento, rilassante, linea di base) suddivisi a loro volta in quattro fasi. Ognuna delle venti fasi totali è generata da due fermo immagine. Queste immagini sono analizzate da servizi di machine learning disponibili in rete. Il risultato delle analisi è quindi espanso in segmenti testuali generati dall’intelligenza artificiale. I testi sono così utilizzati per mappare le immagini all’interno di uno schema aperto, mentre alcuni frammenti preservano la propria funzione didascalica.
Il progetto riprende Backdoored: lavoro realizzato da Thompson tra il 2016 e il 2018, archiviando immagini ottenute da telecamere di sorveglianza compromesse da botnet. L’ambivalenza di queste immagini si afferma nel processo creativo così come nel loro contenuto. Se la vulnerabilità della condizione umana aumenta di pari passo con la sorveglianza di massa, allo stesso tempo l’automazione implica paradossalmente una certa imprevedibilità. I visitatori virtuali dell’esposizione sono inermi davanti all’inquieto voyeurismo delle macchine, spettatrici a loro volta dell’assordante desolazione all’esterno della galleria. Realtà distorte da occhi a circuito chiuso. Forse l’orrore risiede proprio nello sguardo dell’osservatore.

Jacopo De Blasio

https://uninvited.icu/

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Jacopo De Blasio
Jacopo De Blasio è uno storico dell'arte romano. Attualmente assistente bibliotecario presso il MAXXI, collabora con Antinomie e Juliet Magazine. Curatore indipendente, si occupa prevalentemente di socially engaged art.