I videogiochi del mese. Le uscite di novembre

La consueta panoramica sulle ultime uscite in fatto di videogiochi. Con qualche novità.

A novembre sono state distribuite le nuove console di Sony e Microsoft, la PlayStation 5 e le Xbox Serie S e Serie X, inizio di quella che convenzionalmente viene definita una “nuova generazione” di videogiochi. Tra i videogiochi usciti insieme a queste console abbiamo scelto di parlarvi di Bugsnax (reso celebre online dal suo tema musicale, realizzato dalla band britannica Kero Kero Bonito) e di The Pathless, che vede il ritorno di Matt Nava (direttore artistico di Journey). Möbius Front ’83 è invece il ritorno di Zachtronics, amato studio specializzato in videogiochi puzzle e, sempre a proposito di ritorni, è uscito finalmente un videogioco di cui abbiamo già parlato in anteprima, Fuser. Abbiamo poi deciso di discutere di qualcosa di un po’ diverso da quello che normalmente pensiamo sia un videogioco, The Cherry Orchard.

Matteo Lupetti

1. BUGSNAX

Bugsnax di Young Horses (immagine da Epic Games Store)

In un mondo abitato da creature antropomorfe simili a leoni marini pelosi, noti come Grumpus, un giornalista si avventura sull’isola di Snakeronte, dove un gruppo di personaggi guidati dall’esploratrice Elizabert Megamax sta cercando di realizzare una colonia (Snaxopoli) per investigare e sfruttare la misteriosa fauna locale, i bugsnax, mezzi insetti e mezzi snack. Pizze che sono anche falene, hot dog vermi, hamburger che camminano… Tra l’altro, mangiare gli bugsnax permette ai Grumpus di trasformare parti del loro corpo nel cibo della creatura di cui si sono nutriti (il processo è chiamato “snakificazione”). Nei panni del giornalista protagonista, grazie a un crescente numero di strumenti, possiamo scoprire e catturare questi bugsnax, identificandone le abitudini e i gusti e sfruttando le interazioni tra loro e con l’ambiente a nostro vantaggio. Ma Bugsnax è soprattutto la storia di una comunità e delle persone (o meglio, dei Grumpus) che la compongono. Gli abitanti di Snaxopoli si sono dispersi dopo la misteriosa scomparsa di Elizabert, e, soddisfacendo le loro richieste (cioè, spesso, catturando per loro specifici bugsnax), possiamo convincerli a tornare a casa e a provare di nuovo a convivere con gli altri personaggi. Tutti gli abitanti sembrano essere su Snakeronte per scappare dai loro problemi, da relazioni che non funzionano o non funzionano più, da insicurezze e delusioni, e compensano la loro insoddisfazione con la meraviglia di insetti/cibo che li stanno però trasformando in qualcosa di diverso, li stanno assimilando. Bugsnax non riesce mai a dare l’idea di un ecosistema vivente e dinamico: le ambientazioni sembrano aree di un parco a tema, il comportamento dei vari bugsnax è rigido, quasi robotico, la loro cattura è più simile a un puzzle da risolvere che all’interazione con un sistema reale. Ma, dietro al suo aspetto colorato, il gioco nasconde tematiche e toni decisamente più maturi (e trattati con più maturità) di quanto possiamo aspettarci inizialmente. Bugsnax di Young Horses è disponibile per PlayStation 5, PlayStation 4, PC e Mac.

2. FUSER

FUSER di Harmonix e NCSoft (immagine da Steam)

Abbiamo scritto a febbraio un’anteprima di Fuser di Harmonix, studio famoso per Guitar Hero, una serie di “rhythm game” (videogiochi basato sul ritmo) in cui dobbiamo premere a tempo di musica, seguendo popolari canzoni, i tasti di una apposita chitarra di plastica. Con Fuser, Harmonix continua a farci giocare con la musica, stavolta riprendendo in mano alcune idee esplorate precedentemente con DropMix, il loro gioco da tavolo incentrato sul mixare canzoni diverse sfruttando carte dotate di chip. In Fuser abbiamo a disposizione più di 100 canzoni reali, ognuna divisa in 4 componenti (per esempio, percussioni, bassi, chitarre e voce) che possiamo liberamente mixare con qualsiasi altra componente di qualsiasi altro brano disponibile, il tutto tenendo il ritmo e soddisfacendo i desideri di un pubblico virtuale. Il risultato è un videogioco lontanissimo dallo spirito dei Guitar Hero, che erano contemporaneamente approcciabili (quasi) da tutti, e quindi perfetti da essere giocati in locali e feste, e incentrati sull’ottenere enormi punteggi seguendo perfettamente le indicazioni del software in modalità sempre più difficili. La modalità “campagna” di Fuser è un lunghissimo tutorial, necessario anche a sbloccare tutte le sue funzioni, e ci sono modalità online per più giocatori, ma Fuser diventa davvero interessante quando abbiamo a disposizione tutti i suoi molteplici strumenti per combinare, modificare e comporre musica e quando lo sappiamo già padroneggiare e possiamo sfruttare pienamente la modalità Freestyle per creare e mixare liberamente, senza punteggi, livelli e difficoltà. I mix creati possono anche essere condivisi con gli altri utenti del gioco e scaricati. Fuser di Harmonix e NCSoft è disponibile per PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch (dove non è attualmente possibile scaricare i propri mix) e PC.

3. MÖBIUS FRONT ’83

Möbius Front ’83 di Zachtronics (immagine da Steam)

La guerra moderna è fatta di misure e contromisure”, recita il Tradoc Bulletin 2, documento dell’United States Army Training and Doctrine Command uscito nel 1975. “Per ogni sistema bellico moderno esiste una risposta possibile, esiste un’arma o un sistema che possa contrastarlo. […] Per questo, dobbiamo capire e accettare che non esiste un’arma definitiva o invincibile”. I videogiochi di strategia ragionano spesso seguendo la stessa logica: ogni unità può essere facilmente sconfitta da un altro tipo di unità, che a sua volta può essere sconfitto da un terzo tipo di unità che, magari, è però particolarmente vulnerabile al primo tipo di unità della serie. È la logica della morra cinese, esplicitamente citata anche nel Tradoc Bulletin 2, che è una delle ispirazioni del nuovo videogioco di Zachtronics, Möbius Front ’83 (il documento è disponibile come pdf insieme al gioco). Zachtronics, conosciuto per i suoi puzzle in cui possiamo creare complessi e fantastici macchinari alla ricerca della soluzione più efficiente ai problemi che ci vengono posti, in Möbius Front ’83 immagina un conflitto tra gli USA della Guerra Fredda e un esercito statunitense proveniente da una dimensione parallela, uno scontro simmetrico che non è mai avvenuto. Il risultato è un difficile (e lentissimo) gioco di tattica a turni che sembra un puzzle e racconta la guerra come se fosse una macchina di cui documenti come il Tradoc Bulletin 2 erano i manuali. Möbius Front ’83 è disponibile per PC, Mac e Linux.

4. THE CHERRY ORCHARD

The Cherry Orchard di Team Dogpit

Quando trattiamo di videogiochi non parliamo spesso di kinetic novel, un genere di narrativa multimediale sviluppato principalmente in Giappone e in cui il racconto è lineare e privo di scelte e l’interazione è ridotta al minimo, spesso al solo click necessario a far progredire i testi. The Cherry Orchard di Team Dogpit è un breve kinetic novel (dura circa un’ora, ma vi consigliamo di rigiocarlo con il commento degli sviluppatori attivo) tratto da Il giardino dei ciliegi, l’ultima opera teatrale di Anton Čechov. The Cherry Orchard reinterpreta Il giardino dei ciliegi con luci, ambientazioni e musiche vaporwave, ispirate al mondo digitale e agli Anni Ottanta, personaggi influenzati dall’illustrazione commerciale giapponese e qualche libertà sull’accuratezza storica. Ma anche se è una versione ridotta dell’opera originale, l’adattamento (tra l’altro interamente e ottimamente doppiato in inglese) è realizzato con un sincero rispetto per il testo originale e una vera comprensione dei rapporti tra i personaggi e dei contrasti tra la decadente aristocrazia russa e gli eredi di coloro che ne furono i servi. The Cherry Orchard è disponibile su PC e Linux.

5. THE PATHLESS

The Pathless di Giant Squid e Annapurna Interactive

In The Pathless è inconfondibile la firma del suo direttore, Matt Nava, già direttore artistico dei videogiochi Flower e Journey di thatgamecompany, come è inconfondibile la colonna sonora orchestrale di Austin Wintory. Interpretiamo la Cacciatrice, una donna che, armata solo di arco, raggiunge un’isola remota al confine tra il mondo umano e quello spirituale per salvare le divinità da un’entità chiamata “lo Sterminatore di Dei.” Dobbiamo esplorare ogni area dell’isola, sfuggire alle divinità corrotte dallo Sterminatore di Dei, risolvere enigmi sfruttando il nostro arco e l’aiuto di un’aquila, purificare la divinità della zona e poi passare alla successiva regione del gioco. A parte queste divinità corrotte, una sola per ogni area, The Pathless non ha nemici contro cui combattere e, anche se è possibile essere sconfitti, il gioco quasi non punisce questi fallimenti, la protagonista non può morire e non dobbiamo mai ricaricare da un precedente punto di salvataggio. The Pathless vorrebbe opporre allo Sterminatore di Dei, che pensa di poter tracciare un unico percorso verso la verità, una realtà piena di opportunità e priva di sentieri (“pathless,” appunto), come è priva di sentieri tracciati l’ambientazione del suo mondo, esplorabile liberamente secondo la nostra curiosità e senza indicatori che ci dicono chiaramente dove andare e cosa fare. Come molti altri videogiochi che promettono libertà e percorsi multipli, però, The Pathless non riesce a portare questa formula nelle sue battaglie contro “i boss,” le divinità corrotte dallo Sterminatore di Dei. Sono scontri epici, ma in cui effettivamente esiste un solo percorso corretto, una giusta sequenza di azioni da imparare e ripetere ubbidientemente. The Pathless di Giant Squid e Annapurna Interactive è disponibile per PlayStation 5, PlayStation 4, PC, Mac e dispositivi Apple grazie al servizio su abbonamento Apple Arcade.

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Matteo Lupetti
Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico del festival di narrazioni di realtà CreteCon.