Qualche giorno fa lo studio di sviluppo Harmonix Music Systems e l’editore NCSOFT West ci hanno invitato a Londra per vedere e provare in anteprima la loro ultima opera, il videogioco musicale Fuser. E ci siamo trovati davanti a un’evoluzione del genere magari non totalmente originale ma perfettamente ripensata per l’epoca del videogioco creativo, dello streaming e del web 2.0.

Harmonix Music Systems (o più semplicemente Harmonix) è lo sviluppatore di videogiochi musicali come la serie Guitar Hero (poi passata ad altri sviluppatori), Rock Band e Dance Central. È facile che siate prima o poi incappati in Guitar Hero: è quel videogioco in cui si usa un controller a forma di chitarra cercando di premere i tasti a tempo con famose canzoni tratte soprattutto dalla storia di rock e metal. Il loro nuovo videogioco, Fuser, continua questo percorso musicale, rendendoci DJ impegnati a suonare i nostri mix musicali in un grande (e immaginario) festival.
L’idea potrebbe sembrare simile a quella realizzata da FreeStyleGames quando sviluppò lo spin-off di Guitar Hero chiamato DJ Hero, ma DJ Hero è alla fine solo un Guitar Hero in cui si gioca a fare il DJ seguendo le indicazioni mostrate sullo schermo con un controller non a forma di chitarra ma a forma di piatti. DJ Hero è, come Guitar Hero, un videogioco “sui binari”: chi gioca deve più o meno rispettare quello che vede sullo schermo, limitandosi a premere nel giusto ordine, seguendo il ritmo della canzone o del mix, i tasti indicati. Ogni livello era un mix specifico di solitamente due specifiche canzoni, un mix con cui si potevo giocare ma che alla fine non ci apparteneva.

COME FUNZIONA FUSER

Dal punto di vista delle meccaniche, ‘Fuser’ è un po’ diverso da quello che le persone normalmente associano alle nostre opere”, ci ha detto Dan Walsh, responsabile della comunicazione in Harmonix. “In ‘Guitar Hero’, ‘Rock Band’ e ‘Dance Central’ stai ricreando composizioni o performance esistenti. In ‘Guitar Hero’ e’ Rock Band’ segui la canzone nota per nota e il tuo obiettivo è ricreare perfettamente quella canzone, in ‘Dance Central’ balli seguendo coreografie di specifiche canzoni. Ma ogni volta che giochi una qualche canzone in ‘Dance Central’ la coreografia resta sempre la stessa”. In Fuser, invece, è chi gioca a creare il mix, vestendo i panni di un DJ/avatar digitale che gli sviluppatori ci dicono essere totalmente personalizzabile. Fuser avrà una selezione di più di 100 brani provenienti da pop, rap e hip-hop, R&B, dance, rock, country e musica latina, tra cui (citando giusto alcuni dei pezzi già annunciati) bad guy di Billie Eilish, In Da Club di 50 Cent, Rock the Casbah dei Clash, The Rockafeller Skank di Fatboy Slim, Thunder degli Imagine Dragons e Born This Way di Lady Gaga. Ognuno di questi brani è scomposto in quattro componenti, corrispondenti ai quattro tasti frontali solitamente presenti su un controller da console. Un brano può essere, per esempio, costituito da batterie, tastiere, chitarre e traccia vocale. E chi gioca può liberamente mixare componenti diverse (sino a quattro) di brani diversi, semplicemente spostando il cursore sul brano e pigiando il tasto corrispondente alla componente che vuole prendere e aggiungere al suo mix. Sarà quindi possibile creare un mix mettendo le percussioni di (Don’t Fear) The Reaper di Blue Öyster Cult, le tastiere di Mi Gente di J Balvin e Willy William, le campionature di Old Town Road di Lil Nas X (nel remix con Billy Ray Cyrus) e la traccia vocale di Good As Hell di Lizzo. Il software si occupa di uniformare i brani dal punto di vista di tempo (bpm, “beat per minute”), chiave e modo, e anche tutte queste caratteristiche possono essere poi manipolate da chi gioca, per esempio rallentando o accelerando il tempo del mix. Per quanto possa sembrare complicato, abbiamo potuto provare un livello demo del gioco, un suo tutorial, e abbiamo visto Harmonix giocare a un livello proveniente da un momento più avanzato della “campagna” single player e possiamo affermare che è invece tutto straordinariamente chiaro e intuitivo. Stavolta non è neanche necessaria (o consigliabile) un’apposita periferica, come la chitarra di Guitar Hero, e basterà il normale controller della console. Fuser permetterà anche di giocare in compagnia: gli sviluppatori parlano di multiplayer competitivo e cooperativo (anche online), ma non sono ancora pronti ad approfondire questo aspetto.

FUSER. Screenshot. UI. Disk Drop
FUSER. Screenshot. UI. Disk Drop

LE POTENZIALITÀ DI FUSER

Anche se Harmonix ci ha detto che sarà disponibile una modalità “freestyle” pensata per creare liberamente, Fuser sarà ancora (e purtroppo) soprattutto un videogioco incentrato sulla sfida, come Guitar Hero o Rock Band. “È ancora un gioco, c’è ancora il punteggio, puoi ancora fallire”, ha dichiarato Walsh. Chi gioca dovrà inventare il suo mix accontentando (come un DJ a una festa) la folla virtuale del festival, che durante ogni livello avanzerà richieste di difficoltà crescente. Magari qualcuno chiederà di suonare del pop, e allora chi gioca dovrà aggiungere tra le quattro componenti mixate almeno una componente proveniente da un pezzo indicato come “pop”. Magari qualcuno, contemporaneamente, chiederà di suonare qualcosa degli Anni Novanta, e allora chi gioca potrà decidere di soddisfare separatamente queste due richieste o cercare un pezzo perfetto per entrambi (pop dagli Anni Novanta), ottenendo un bonus di punti. Per aumentare il punteggio è anche necessario cambiare le varie componenti del mix seguendo il tempo della musica. Lo scopo in Fuser è, insomma, mantenere felice la folla soddisfacendo rapidamente le sue richieste e ottenere così punti, ma è chi gioca a decidere come questi obiettivi vengano raggiunti.
È questa libertà creativa che distingue Fuser da ciò che viene normalmente proposto nel settore (anche se simili esperimenti esistono da decenni, basti pensare al gioco/sintetizzatore Electroplankton di Indies Zero e Nintendo). Rispondendo alle nostre domande, gli sviluppatori di Harmonix hanno voluto sottolineare quanto Fuser resti un videogioco musicale e non pretenda di diventare un serio strumento di mixaggio. Ma la possibilità di risolvere ogni situazione con soluzioni personali, di creare liberamente in modalità freestyle, di aggiungere elementi grazie a strumenti digitali, di mettere in fila componenti diverse per poi sfumare tra due mix totalmente diversi e di condividere online i propri mix rende Fuser un’esperienza molto più grande. Volendo, Fuser segue una più generale tendenza del mercato videoludico: il crescente interesse (o ritorno di interesse) verso titoli “sandbox”, ambienti creativi dove chi gioca può più o meno liberamente plasmare la sua esperienza. È la logica di The Sims e di Minecraft, ma anche della modalità creativa di Fortnite e di molti videogiochi che propongono sfide che possono essere affrontate in modi diversi a seconda delle attitudini e dei gusti personali. Sono videogiochi perfetti per lo streaming su piattaforme come Twitch, dove chi guarda si trova davanti a esperienze potenzialmente infinite, ricche di momenti inattesi, intuizioni ed errori divertenti. È anche la logica (ne abbiamo già parlato discutendo del videogioco Dreams per PlayStation 4) dell’attuale cultura del remix, descritta in Remix: Making Art and Commerce Thrive in the Hybrid Economy di Lawrence Lessig. Nella cultura digitale di internet, siamo abituati a non limitarci più a essere fruitori passivi, ma possiamo rielaborare la produzione culturale, produrre video amatoriali che usano le canzoni che amiamo, condividere ciò che abbiamo creato, e un gioco sul remix non poteva che abbracciare questa realtà. “Siamo sicuri che quando il gioco uscirà saremo sorpresi da quello che le persone riusciranno a realizzarci”, ha concluso Walsh.
Fuser, pubblicato dalla coreana NCSOFT, sarà disponibile ad autunno 2020 su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC e sarà tradotto anche in italiano.

Matteo Lupetti

www.fuser.com

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Matteo Lupetti
Diplomato in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze nel 2010, gestisce il collettivo di fumettisti indipendenti Gravure e scrive di videogiochi per varie testate italiane ed estere. È diplomato in sommelerie all’interno dell’associazione FISAR ed è direttore artistico del festival di narrazioni di realtà CreteCon.