Artribune Podcast: il monologo al telefono dell’artista Franko B

Continua il format di Donatella Giordano per i podcast di Artribune. In questo nuovo appuntamento il protagonista è Franko B, esponente di spicco della Body Art, artista molto discusso per le sue performance estreme.

Franko B
Franko B

Da Londra risponde al telefono Franko B, artista italiano di fama internazionale, conosciuto per le sue estreme performance come quelle realizzate alla Tate Modern, all’ICA e alla South London Gallery. Il suo corpo nudo e sanguinante, esposto al pubblico in un rituale sempre accuratamente studiato per sconvolgere e coinvolgere i presenti, ha contribuito a creare lo scenario di una delle più cruente espressioni artistiche: la Body Art. Azioni provocatorie dove il corpo appariva come il simbolo di una realtà carnale, fragile e mortale, diventando inoltre un feroce strumento di denuncia sociale e politica.

Ascolta “Franko B – Monologhi al Telefono a cura di Donatella Giordano” su Spreaker.

Franko B
Franko B

CORPO SOCIALE E IDENTITÀ

Dal 2006 l’artista decide di interrompere le performance con spargimento di sangue facendo spazio ad una nuova ricerca che mantiene il suggestivo senso di repulsione e disagio delle atmosfere passate. Ha al suo attivo un significativo corpo di lavoro – costituito da disegni, installazioni e sculture – che identifica la sua profonda critica all’istituzione totalizzante e il suo profondo e sincero bisogno di amore. Sono ricorrenti alcuni simboli che trovano origine nella sua esperienza personale, oltre agli espliciti riferimenti sull’omosessualità. Parallelamente alla sua ricerca artistica, insegna scultura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ed è docente esterno presso il Royal College of Art di Londra. In questo monologo l’artista mostra il suo sgomento per la perdita di due figure che hanno rivestito un ruolo importante nella sua ricerca sin dai suoi esordi: Lea Vergine – critica d’arte, saggista e curatrice di mostre di alto profilo, nota per i suoi studi pionieristici sulla Body Art – e il suo compagno Enzo Mari – autorevole teorico del design italiano, creatore di forme e promotore di una visione più legata al concetto di manifattura piuttosto che all’esasperata innovazione digitale.

-Donatella Giordano

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Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".