Artribune Podcast: l’artista Rebecca Moccia per i Monologhi al Telefono

Continuano i podcast di Artribune con il format “Monologhi al Telefono” di Donatella Giordano. Oggi a rispondere alla chiamata è l’artista Rebecca Moccia

Rebecca Moccia
Rebecca Moccia

Monologhi al telefono raggiunge Rebecca Moccia (Napoli, 1992), artista che dal 2015 – anno della sua prima mostra personale – ad oggi ha dato il via a numerose occasioni di confronto e di scambio presso spazi autorevoli, come nell’ultimo intervento site specifc per il chiostro del Museo Novecento di Firenze. “L’atto artistico è un gesto d’amore che si persegue nella semplice attitudine alla cura riconosciuta alle cose del mondo” dichiara a proposito di un’opera realizzata nel 2012, composta da una zolla nella quale aveva piantato del basilico innaffiato ogni giorno con acqua di rose. L’opera si crea, così, insinuandosi tra i linguaggi canonici o fuori contesto. È portatrice di suggestioni e concetti riformulati che si legano a un “pensiero sensibile” e interconnesso con il mondo reale, scosso da una persistente interazione strumentale e passiva.

Ascolta “Rebecca Moccia – Monologhi al Telefono a cura di Donatella Giordano” su Spreaker.

UN MONOLOGO IN TERRAZZA

Attualmente artist fellow presso Castro Projects a Roma, l’artista ha messo in scena un’azione performativa dal suo terrazzo condominiale, in pieno lockdown, immaginando di ripercorrere il tragitto quotidiano che porta da casa sua al suo studio in Trastevere. Uno spostamento che le è stato negato – a causa dell’emergenza sanitaria utile a fronteggiare la diffusione del virus – e che ricostruisce creando un immaginario fantastico, donchisciottesco e malinconico, in cui si mischiano esperienze biografiche, storie di personaggi e vicende del quartiere. Ne risulta un percorso epico attraverso una “Trastevere Romantica”, che intreccia esperienze antiche e contemporanee, ambienti e personaggi che vanno dal Film Studio a Jean-Luc Godard, a Mario Schifano, a Cy Twombly, De Dominicis, Gregory Corso, e poi la casa di Fernanda Pivano, Bernardo Bertolucci, Romolo al Giardino della Fornarina, il Folkstudio e Bob Dylan, fino alla più contemporanea new wave e trap romana con Carl Brave e Franco 126, Piazza Trilussa e altro ancora. Registrato il 27 aprile 2020 e pubblicato sulla piattaforma podcast di Artribune qualche giorno prima della fine del lockdown, il lavoro fa parte del progetto online Castro Quarantined che rientra nel Programma Studio di Castro.

– Donatella Giordano

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Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".