Patreon. Cos’è e come funziona il social che paga i creativi per i contenuti che postano

Ideata da un musicista statunitense, la piattaforma permette ai creativi di condividere le proprie opere con i followers. Per accedere ai contenuti degli artisti, i fan devono pagare loro un abbonamento mensile

Patreon
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La pandemia da Coronavirus e il conseguente lockdown ha minato ogni tipo di settore economico e colpito tantissime categorie professionali, in modo particolare quella degli artisti. Nonostante la quarantena e la crisi, i creativi di tutto il mondo hanno continuato a produrre opere e a promuovere il loro lavoro attraverso i social e diverse piattaforme digitali: un modo per tenere sempre viva l’attenzione del pubblico, continuando così a essere presenti e “visibili”. L’annosa questione della visibilità però – a prescindere dalla contingenza del Coronavirus – continua a essere una spada di Damocle per numerosi artisti, soprattutto perché spesso “visibilità” non è sinonimo di “remunerazione”: non sono rari i casi di artisti e creativi che sulle pagine dei propri social hanno migliaia di followers, però poi la fama stricto sensu non porta loro alcun guadagno. Questa è la riflessione – chiamiamola anche necessità – che ha gettato le basi di Patreon, piattaforma digitale fondata nel 2013 dal musicista Jack Conte e dallo sviluppatore Sam Yam che permette agli artisti, chiamati “creators”, di condividere processo creativo e opere con i propri followers. Cosa ha di diverso Patreon rispetto ad altre piattaforme di condivisione? Per fruire dei contenuti degli artisti, i followers – chiamati “patrons”, ovvero mecenati – pagano i loro creativi preferiti, attraverso un abbonamento mensile.

PATRON. PERCHÉ NASCE E COME FUNZIONA

Patreon nasce dall’esperienza diretta di uno dei suoi fondatori, Jack Conte: seguito su YouTube da milioni di persone per i sui video, il musicista si è chiesto come trasformare in guadagno le prestazioni che offriva gratuitamente agli utenti. Patreon infatti permette ai “creators” di diventare imprenditori di se stessi, dando un valore pecuniario a tutte quelle opere e prestazioni che solitamente in rete non trovano un ritorno in denaro. Il concetto è: puoi ascoltare le mie canzoni, guardare i miei video, visionare le mie opere, assistere alle mie performance, ma per farlo devi sostenermi con un contributo economico, solitamente un mensile.

GLI UTENTI DI PATREON: CREATORS E PATRONS

Patreon è utilizzato da tutti quei creativi che usualmente pubblicano i loro contenuti online: nella maggior parte dei casi si tratta di musicisti, professionisti video, scrittori, podcaster. Per i creators l’iscrizione alla piattaforma è gratuita: Patreon detrae una piccola percettuale da quanto guadagnato dagli artisti solo se le loro attività ottengono successo. In questo caso, una volta ottenute le prime entrate, la piattaforma propone ai creators 3 tipi di abbonamenti – Lite, Pro e Premium – in base ai guadagni mensili: con l’abbonamento Lite, Patreon tratterrà il 5% delle entrate mensili del creator; con il Pro l’8% e con il Premium il 12%. Per agevolare il business dei creators, Patreon mette loro a disposizione un blog in cui trovare contenuti su come creare un account di successo e trasformare le proprie idee creative in progetti remunerativi, facilitando inoltre le interazioni con altri creators e soprattutto con i patrons. Cosa possono offrire i creators ai patrons? E questi ultimi, che tipo di vantaggi possono avere nel sostenere gli artisti attraverso il pagamento di un mensile? Gli artisti, anche grazie ai suggerimenti forniti dalla piattaforma, possono creare modelli di business su misura, offrendo ai propri clienti la possibilità di accedere ai loro contenuti e di seguirne il processo creativo, menzioni speciali durante i live, performance in esclusiva per i fan e altre offerte speciali.

PATREON DURANTE IL CORONAVIRUS

Nel corso degli ultimi mesi, a causa del Coronavirus, Patreon ha chiesto ai propri patrons di supportare maggiormente i creators, tra le categorie professionali più colpite dall’attuale crisi economica. Il lockdown, si legge sul sito di Patreon, “ha un impatto disastroso anche sugli artisti, i cui mezzi di sussistenza sono direttamente collegati al raduno di persone, in concerti, bar, teatri, ecc. In momenti come questi, supportare gli artisti e assicurarsi che abbiano le risorse economiche per superare una crisi sanitaria globale non è solo la cosa giusta da fare, è una nostra responsabilità”. Allo stesso tempo, Patron ha avviato una raccolta fondi per i suoi artisti e un programma di sovvenzioni a beneficio dei creators colpiti durante dal Covid-19; i destinatari delle sovvenzioni saranno scelti da una commissione di colleghi creators.

– Desirée Maida

www.patreon.com 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.