Trovarsi in una selva oscura. Dante VR, il gioco in realtà virtuale ispirato alla Divina Commedia

Il gioco, nato dalla collaborazione tra la start up italiana Beyond the Gate e il Collegio San Carlo di Milano, fa rivivere al fruitore l’esperienza raccontata da Dante nel primo Canto dell’Inferno…

Dante VR
Dante VR

“Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura/ché la diritta via era smarrita./Ahi quanto a dir qual era è cosa dura/esta selva selvaggia e aspra e forte/che nel pensier rinova la paura!”. Avete mai provato a immaginare, o addirittura a immedesimarvi, in queste celeberrime terzine scritte qualche annetto fa da Dante Alighieri a incipit del Primo Canto dell’Inferno della Divina Commedia? Cosa avrà provato Dante quando si è ritrovato “per una selva”? A distanza di secoli, oggi è possibile rivivere il viaggio affrontato da Dante nell’aldilà, attraverso Dante VR | La Porta dell’Inferno, il primo gioco educational in realtà virtuale fedelmente ispirato al canto di apertura della Divina Commedia, nato dalla partnership tra il Collegio San Carlo di Milano e start up italiana Beyond the Gate, già creatrice di Beyond the Castle, esperienza di realtà virtuale interattiva ideata per il Castello Sforzesco di Milano che per 18 mesi ha permesso ai visitatori di immergersi nella storia e nell’arte dell’edificio.

Dante VR – La porta dell’inferno from Beyond the Gate VR on Vimeo.

DANTE VR, IL GIOCO CHE RACCONTA LA DIVINA COMMEDIA IN REALTÀ VIRTUALE 

Dante VR, che ha ricevuto il patrocinio de La Società Dante Alighieri, permette così di vivere in prima persona quanto raccontato dal “sommo poeta” nelle terzine dell’Inferno, impersonificando quindi Dante stesso: ritrovarsi improvvisamente in una selva oscura (dando credito alla interpretazione letterale del testo, che in realtà ha parecchie altre letture), addentrarsi in luoghi cupi e impervi, imbattersi nelle fiere, fino a salire verso il monte, arrivando alla porta dell’Inferno grazie alla guida di Virgilio. Lungo i diversi livelli di gioco – e quindi del racconto dantesco – il giocatore potrà trovare artefatti rari nascosti, occasioni gli permetteranno di acquisire e scoprire informazioni e chicche aggiuntive su Dante e sulla Divina Commedia. Una volta arrivati alla Porta dell’Inferno, si arriva alla fine del gioco: a questo il giocatore dovrà rispondere ad alcune domande sul poema, le cui risposte andranno a sommarsi al punteggio già accumulato tra tempo impiegato e oggetti ritrovati lungo il percorso. 

DANTE VR TRA CULTURA E NUOVE TECNOLOGIE 

“Questo progetto è l’esempio di come la collaborazione e lo scambio fra realtà apparentemente diverse – quali una start up e un’istituzione educativa centenaria di riconosciuta eccellenza – possano arrivare a generare innovazione a partire dalla tradizione”, dichiara Marco Arena, CEO e co-founder di Beyond the Gate. “Dante VR è un prodotto di realtà virtuale pensato per avvicinare le nuove generazioni allo studio della Divina Commedia, attraverso il linguaggio contemporaneo del videogioco e con grande attenzione ai contenuti storici. Ringrazio il Collegio San Carlo per essersi messo in gioco con sguardo innovativo e per avere sperimentato un nuovo media come il videogioco”. Il gioco, dalla durata di 15 minuti, è stato realizzato nell’arco di 6 mesi grazie alla collaborazione di una docente del Collegio San Carlo esperta dantista e di altre figure specializzate nel campo dell’innovazione digitale. Oltre all’Inferno, il progetto proseguirà con altri giochi in realtà virtuale che vedranno protagonisti i Canti del Purgatorio e del Paradiso. Il lancio di Dante VR è avvenuto in concomitanza con l’inaugurazione dei nuovi spazi polifunzionali DAMA – Digital Arts Music Agorà all’interno del Collegio San Carlo: quattro nuovi ambienti dedicati all’offerta didattica, alle arti espressive e alla digitalizzazione, laboratori per la robotica, i linguaggi digitali, una sala musica, un atelier d’arte e una sala polifunzionale. 

– Desirée Maida

www.beyondthegate.io/dante-vr

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.