VRE – Virtual Reality Experience. Il primo festival di realtà virtuale a Roma

In mostra 22 cortometraggi in VR e molto altro, per il primo festival di realtà virtuale della capitale. Tra gaming, experience e talk.

Tree, di Milika Zec
Tree, di Milika Zec

In che modo le tecnologie immersive possono cambiare il nostro futuro? Il VRE – Virtual Reality Experience, primo festival italiano interamente dedicato alle potenzialità delle tecnologie VR/AR/XR, cerca di rispondere a questa domanda, indagando le possibilità delle tecnologie immersive negli ambiti più disparati. Il VRE – ideato dall’Associazione Culturale Iconialab con la direzione artistica di Mariangela Matarozzo – sarà ospitato nei padiglioni dell’Ex Caserma Guido Reni dal 5 al 9 novembre, nel contesto di Videocittà. 

Bonfire, di Eric Darnell
Bonfire, di Eric Darnell

LE OPERE SELEZIONATE

Il VRE – Virtual Reality Experience è un festival internazionale, che comprende una selezione di 22 opere – già vincitrici di riconoscimenti come quelli del Tribeca Film Festival, della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia o del Sundance Film Festival – provenienti da tutto il mondo, dalla Corea del Sud agli Stati Uniti, dall’Italia a Israele, passando per Francia, Paesi Bassi, Spagna e Germania, fino ad arrivare alla Cina e al Canada. I cortometraggi in VR esplorano dalle tematiche più classiche, legate all’esperienza estetica o a quella musicale – è il caso di Drumpossible di Omar Rashid per l’Italia, in cui l’artista Fabio Vitiello da vita ad un brano inedito grazie al VR Drummer – agli aspetti sociali più drammatici, utilizzando la realtà virtuale come mezzo di sensibilizzazione. Tra i cortometraggi che affrontano quest’ultimo aspetto, Refugees, di Eduardo Hernandez Perez per i Paesi Bassi, realizzato da Scopic//Virtual Reality Studio, che racconta la tragedia del viaggio delle migliaia di rifugiati dalla Turchia a Lesbo, ma anche Mercy, dell’americano Armando Kirwin, che racconta il viaggio di una ragazza di quattordici anni che attraversa a piedi la giungla per poter avere un intervento chirurgico che le cambierà la vita. C’è anche chi sfrutta l’immersività della realtà virtuale per approfondire dinamiche narrative, come l’esperienza horror Portal: An Extreme Experience, in cui lo spettatore vive il contatto con il paranormale a 360 gradi, o il fantascientifico The Great C, tratto dal racconto di Philip K. Dick. È prevista l’assegnazione di due premi da parte di due giurie, una giuria internazionale – che stabilisce l’assegnazione del premio Rai Cinema Channel VR, che consiste nell’acquisizione dei diritti WEB e FREE VOD per un valore di 3.000,00 euro – e una giuria giovani under 25 provenienti dagli Istituti Superiori e dalle Università romane, che stabilisce l’assegnazione del premio Young for VRE. 

I TALK E LE EXPERIENCE

Il VRE dà spazio alla parola e al ragionamento con una serie di quattro talk che, tra il 6 e il 7 novembre, affronteranno le possibilità della realtà virtuale in vari ambiti, a partire dal business e dalle applicazioni in campo medico, arrivando alle opportunità per la realtà estesa (XR) nella valorizzazione del patrimonio culturale e al VR come mezzo per lo storytelling human-centered. Ad affiancare le opere in concorso ci sarà una sezione dedicata alle Experience, una serie di esperienze in realtà virtuale poste al bivio tra il gaming, l’esperienza sensoriale e l’avventura fantastica, in cui verrà chiesto allo spettatore di interagire con l’opera, in simulazioni talmente reali da essere percepite come vere. Grazie alla collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia il VRE porta nella capitale alcune delle esperienze virtuali più avanzate del momento, come ad esempio Tree, di Milica Zec, regista che spesso ha lavorato in collaborazione con Marina Abramovic, film realizzato con il sostegno di Fondazione Pianoterra, o Bonfire, dal creatore di Madagascar Eric Darnell. Dall’incontro del VR con le arti nasce la sezione Virtualart, dove lo spettatore potrà scoprire la tecnologia del tilt brush – un pennello virtuale con cui l’artista Flavio Solo realizzerà, in apertura, un’opera “attraversabile” – o sperimentare l’esperienza del teatro in realtà virtuale, grazie allo spettacolo Segnale d’allarme – La mia battaglia, di Elio Germano e Chiara Lagani. Tanto spazio anche alla musica, con il progetto sperimentale di jazz elettronico VR19 FREEDOM di Marco Testoni & Pollock Project e il SECRET SHOW con musica improvvisata accompagnata da proiezioni, diretto da Andrea Marinelli e Alberto de Angeli. Il VRE dà ancora spazio alle tematiche sociali con i documentari di Save The Children, CSER Foundation, Medici Senza Frontiere e AICS, in cui si è guidati in campi profughi o basi mediche, in situazioni in cui l’utente è portato a dover decidere, talvolta senza conoscere le implicazioni della sua scelta, e poi viverne le conseguenze, in una simulazione di ciò che può essere la vita di un migrante. Lo scopo è quello di creare un legame con l’utente, creare empatia, con l’obiettivo di sensibilizzare e fare denuncia sociale.  Il VRE propone un momento di riflessione sul presente e sulle potenzialità di una tecnologia che si fa sempre più strada.

Laura Cocciolillo

VRE – Virtual Reality Experience
Ingresso gratuito
ore 14.00 – 24.00

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Laura Cocciolillo
Laura Cocciolillo, classe 1997, laureanda in Studi Storico-Artistici presso la Sapienza di Roma, inizia il suo percorso nel 2016 come caporedattrice della sezione cultura per “Scomodo”, mensile cartaceo di informazione indipendente che nasceva quell’anno, occupandosi in particolare d’arte contemporanea. Si avvicina alla curatela nel 2017 allestendo lo spazio dell’Ex Mattatoio a Roma per la mostra “Orfico n°1”.